Turchia. La polizia occupa Gezi Park, centinaia i feritiTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Turchia. La polizia occupa Gezi Park, centinaia i feriti

Nel tardo pomeriggio di sabato 15 giugno la polizia turca ha sgomberato improvvisamente piazza Taksim e il Gezi Park utilizzando la forza. Gli agenti di sicurezza hanno utilizzato cannoni ad acqua, bastoni e proiettili di gomma contro i manifestanti.

Photo Credit (AFP Photo / Ozan Kose)

E’ finita con centinaia di feriti e un numero imprecisato di arresti l’occupazione di Gezi Park da parte dei manifestanti che, da due settimane, si erano assiepati per protestare contro la politica autoritaria del premier Erdogan. Secondo coloro che hanno assistito all’arrivo della polizia si sarebbe trattato di un vero e proprio massacro con centinaia di agenti  che avrebbero utilizzato in modo massiccio i lacrimogeni contro i manifestanti, costringendoli a sgomberare l’area. Ci sarebbero decine e decine di feriti, tutti portati in ospedale, mentre coloro che hanno curato i manifestanti feriti in ospedali da campo improvvisati sono ricercati dalla polizia turca. Si è trattato di un assalto in piena regola compiuto ancora quando la piazza era piena di curiosi, tanto che nessun manifestante si sarebbe aspettato un’azione così repentina da parte delle forze di sicurezza. Tutti si aspettavano che la polizia sarebbe arrivata nella notte, invece dopo lo sgombero migliaia di persone sono di nuovo scese nelle strade della città, con l’obiettivo di raggiungere piazza Taksim da diverse parti. Le immagini televisive hanno mostrato la gente camminare nelle strade principali e sul ponte sul Bosforo, attaccata con i lacrimogeni dalla polizia che voleva impedirle di arrivare nella piazza al centro delle proteste. Intanto i manifestanti della zona di piazza Taksim hanno eretto barricate improvvisate per fuggire ai getti dei cannoni ad acqua e al lancio di lacrimogeni.

Come se non bastasse il  Egemen Bagis, ha fatto sapere che chiunque entri nella piazza Taksim sarà considerato un terrorista. “A partire da questo momento, chiunque si trovi lì, purtroppo dovrà essere considerato dallo Stato come membro di un’organizzazione terroristica”, ha detto in un’intervista all’emittente ‘A Haber’. La protesta però continua, tanto a Istanbul quanto nelle altre città, dove si sono registrate nuove massicce proteste contro il governo, soprattutto a Smirne e Ankara dove circa tremila persone si sono radunate poco lontano dall’ambasciata Usa e dal Parlamento. I deputati dei partiti di opposizione si sono seduti a terra in testa alle proteste, sfidando la violenza della polizia, e promettendo di non voler finire così le proteste, manifestando la volontà di continuarle a oltranza. E oggi la tensione si potrebbe alzare nuovamente dal momento che migliaia di persone sono attese a Istanbul per un evento al sostegno del premier Erdogan. Il rischio è che i sostenitori pro e contro Erdogan possano venire a contatto con esiti imprevedibili ed esplosivi.

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