Turchia. La repressione che non fa rumoreTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Turchia. La repressione che non fa rumore

Mentre i riflettori del mondo sono tutti su quello che succede in Siria, in Turchia intanto continuano le proteste. Diversi scontri si sono registrati a Istanbul dove migliaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia dopo la morte di un giovane manifestante lunedì per mano proprio delle forze di sicurezza. 

Nuova notte di proteste in Turchia dove la morte avvenuta lunedì di un giovane manifestante a causa degli scontri con la polizia ha scatenato la protesta di migliaia di persone che sono scese in piazza a Istanbul e in tutti i principali centri della Turchia. Il centro della protesta a Istanbul è stato piazza di Kadikov, sulla riva asiatica del Bosforo, dove oltre mille manifestanti si sono scontrati duramente con la polizia che ha dovuto utilizzare anche lacrimogeni e idranti. Secondo la CNN-Turk la polizia avrebbe anche arrestato una ventina di persone, mentre i feriti sarebbero decine. A Smirne, terza città del Paese, nell’ovest, più di 2.500 persone hanno sfilato nel centro cittadino, sfidando la polizia che ha lanciato granate lacrimogene sulla folla che gridava “AKP assassino!”, un chiaro riferimento al partito islamico conservatore al governo di Erdogan. Nonostante quanto dichiarato dalla stampa e dal governo infatti dopo le proteste del Gezi Park la protesta sociale in Turchia non si è placata, e anzi anche membri del Pkk curdo hanno cominciato a sfilare assieme all’opposizione turca. Scontri comunque si sono registrati anche ad Ankara, Mersin e Antakya, nel sud del Paese, proprio a pochi chilometri dalla Siria, lo stesso luogo dove il giovane manifestante 22enne Ahmet Atakan ha trovato la morte negli scontri con la polizia. Il ragazzo sarebbe rimasto ucciso a seguito dall’impatto con una bomboletta di lacrimogeno lanciata dalla polizia, ma il ministro degli Interni Muammer Guler ha escluso qualsivoglia responsabilità della polizia, alimentando la rabbia dei manifestanti. L’episodio ha riacceso le manifestazioni in tutta la Turchia acuendo i timori di una nuova grande ondata di proteste contro il governo, dopo quella soffocata con la forza dalla polizia a giugno, ed Erdogan ha mostrato di non avere alcuna intenzione di accettare il dissenso, ma i media internazionali gli concedono una tregua provvidenziale.

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