Turchia. Le bombe di Ankara seppelliscono gli accordi con il PkkTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Turchia. Le bombe di Ankara seppelliscono gli accordi con il Pkk

Il governo turco ha annunciato nuovi attacchi nei confronti del Pkk e dello Stato Islamico. I curdi del Pkk, che combattono contro l’Isis ormai da mesi e mesi, hanno risposto dichiarando terminata la tregua con Ankara. E in molti pensano che ora Erdogan voglia invadere la Siria.

La Turchia ha cominciato operazioni militari su vasta scala contro Pkk e Isis ma la sensazione è che si tratti di un pretesto da parte di Ankara per creare le condizioni a una ulteriore escalation in Siria che magari consenta all’esercito turco di entrare nella parte settentrionale del Paese. Tutto è cominciato con l’attentato kamikaze di Suruc, dove un uomo turco di 20 anni si è fatto saltare in mezzo ai giovani socialisti e di estrema sinistra provenienti da tutta la Turchia per recarsi a Kobane per aiutare con la ricostruzione. Il Pkk ha da sempre accusato Ankara di appoggiare l’Isis indirettamente e di fornirgli ogni supporto logistico e finanziario, e da parte sua Erdogan poco ha fatto per smentirlo. Non solo, per i turchi i curdi del Pkk sono la stessa cosa dei miliziani dell’Isis, di conseguenza ben si comprende come mai dopo l’attentato a Suruc abbiano colto l’0ccasione ad Ankara per colpire anche i militanti curdi.

Per il secondo giorno consecutivo gli aerei turchi hanno bombardato postazioni del Pkk, questa volta nell’Iraq del nord, ma anche in Siria contro l’Isis, come peraltro confermato anche dalla Reuters. Insomma la Turchia ha colpito deliberatamente alloggiamenti, caserme e altri luoghi logistici del Pkk e si è trattato del primo attacco turco contro i curdi nel nord dell’Iraq da quando, nel 2013, il governo turco aveva siglato un trattato di pace con il Pkk. Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan ha risposto con il suo sito web che dopo i bombardamenti turchi la tregua con Ankara non ha più alcun significato e questo potrebbe rappresentare un bel problema per Ankara dove Erdogan sta con ogni porbabilità cercando di costruire le premesse a un ingresso turco in Siria.

Il Pkk combatte con la Turchia per l’autonomia dei curdi dal 1984 e ovviamente sia per Ankara che per gli alleati della Nato è considerato un movimento terroristico. Peccato che soprattutto nell’ultimo anno sia proprio il Pkk il movimento che ha affrontato maggiormente l’Isis sul terreno, e in questo senso in molti hanno accusato la Turchia di voler utilizzare i sunniti dell’Isis per schiacciare i curdi nel nord della Siria e dell’Iraq. Secondo molti sarebbe proprio il Pkk il vero obiettivo di Ankara, ma non potendo spiegare all’opinione pubblica come mai attaccare i curdi e non l’Isis, ecco che Erdogan sta cercando di mostrare che gli aerei turchi colpiscono anche il Daesh. In questo senso Erdogan ha confermato venerdì di aver accettato di lasciare la base aerea di Incirlik vicino ad Adana alla coalizione anti-Isis. Nei giorni scorsi peraltro alcuni militanti del Pkk avevano ucciso due poliziotti turchi accusati di collaborare con lo Stato Islamico a Sanliurfa, proprio accanto al confine siriano.

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