Turchia. Lo scandalo si aggrava, la polizia carica i manifestantiTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Turchia. Lo scandalo si aggrava, la polizia carica i manifestanti

Turchia nel caos dopo che la magistratura ha ordinato diversi arresti tra gli alti livelli del governo. Centinaia di manifestanti si sono radunati per chiedere le dimissioni di Erdogan, ma la polizia ha reagito con cariche durissime.

Scricchiola ancora il governo turco di Erdogan dopo che la magistratura ha ordinato decine di arresti tra gli esponenti principali del governo, imprenditori amici e anche funzionari della banca pubblica. Una tangentopoli turca dalle proporzioni enormi che rischia di far crollare la popolarità di Erdogan, già duramente scossa quest’estate con i fatti di piazza Taksim che hanno mostrato il volto più austero e autocratico del governo di Ankara. Anche per questo questa sera centinaia di cittadini turchi si sono radunati in piazza per chiedere le dimissioni di Erdogan e del governo, ma la risposta della polizia è stata durissima e ha disperso il sit-in con lacrimogeni, cariche, cannoni ad acqua e proiettili di gomma. Qualche ora prima il governo aveva perso dei pezzi con le dimissioni di deputati che hanno deciso autonomamente di lasciare l’Akp e la maggioranza di governo, tra cui anche un ex ministro. Come se non bastasse l’ex ministro della Cultura Ertugrul Günay, il deputati di Smirne Erdal Kalkan e quello di Ankara Haluk Özdalga hanno annunciato le dimissioni dopo essere stati deferiti alla commissione disciplinare del partito di governo a causa di alcune loro dichiarazioni assai critiche nei confronti di Erdogan e della direzione della principale forza politica turca. La confusione è dunque salita alle stelle e in molti sembrano prendere le distanze dalla strada autoritaria presa dall’Akp di Erdogan. Qualche giorno fa anche  l’ex ministro degli Interni Idris Naim Sahin si era dimesso per protestare contro la reazione del partito allo scandalo per corruzione, uno scandalo che aveva obbligato Erdogan a prendere atto e a sostituire dieci ministri, senza però che le polemiche si siano placate. Forse per salvare la faccia alcuni media vicini all’Akp hanno quindi cominciato a diffondere notizie che l’indagine, la quale ha coinvolto quattro ministri e il figlio del premier, sarebbe volta a distruggere la credibilità del governo e a preludere a un colpo di Stato militare. Le forze armate turche hanno comunque subito negato ogni coinvolgimento. In realtà in passato era già successo ben quattro volte, dal 1960 al 1997, ma dopo l’ultima vittoria degli islamisti nel 2002 tutti gli ufficiali “scomodi” sono stati epurati. Il governo di Erdogan però ormai sembra privo di ogni credibilità, soprattutto dopo che il Consiglio di Stato ha annullato il decreto approvato domenica che obbligava la polizia a informare il governo prima di eseguire perquisizioni e arresti su ordine della magistratura.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top