Turchia. Migliaia in piazza contro il terroreTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Turchia. Migliaia in piazza contro il terrore

A  migliaia i cittadini turchi sono scesi in piazza per le strade di Istanbul per urlare la loro rabbia contro il governo di Erdogan considerato in qualche modo responsabile del terribile attentato kamikaze che ha provocato la morte di 97 persone nel corso della manifestazione pacifista di Ankara del 10 ottobre. Eppure per la Nato e l’Ue la Turchia rappresenta ancora un partner affidabile e democratico. 

L’attentato che ha insanguinato le strade di Ankara ha lasciato di sale tutti. Come infatti non rimanere devastati dalla rabbia e dal dolore vedendo le immagini dell’esplosione che ha troncato la vita di quasi un centinaio di persone di fronte alla stazione ferroviaria. Si trattava di attivisti, uomini e donne che avevano scelto di passare del tempo insieme per protestare contro la guerra e per chiedere la pacificazione con i curdi del Pkk. La loro voglia di pace è stata letteralmente spazzata via, e la cosa più triste è che i cittadini turchi non credono alla semplice versione del governo, ovvero che l’attentato sia stato realizzato da due kamikaze, magari dell’Isis.

In troppi infatti ricordano molto bene le ambiguità del governo Erdogan nei confronti dei gruppi jihadisti, e in tutti sanno molto bene il ruolo ancor più ambiguo giocato dai turchi e da Erdogan nei confronti dei curdi, vedi l’inazione dei soldati turchi a Kobane, quando i miliziani jihadisti minacciavano di massacrare la popolazione civile. In troppi vedono l’ombra di Erdogan e dell’Akp dietro questo tragico fatto, e lo hanno voluto urlare al mondo scendendo in piazza per le strade di Istanbul e accusando lo Stato di essere stato direttamente l’artefice dell’eccidio. Accuse pesanti che mostrano anche plasticamente come Erdogan abbia fallito e come sia stato proprio il suo governo a dividere il Paese.

Più di diecimila manifestanti hanno affollato le strade di Istanbul ritrovandosi nel centro della metropoli turca e hanno esposto striscioni inequivocabili che trasudano rabbia nei confronti del “Sultano” Erdogan come: “Conosciamo i colpevoli” e “Stato assassino”. Manifestazioni antigovernative hanno avuto luogo anche in altre città turche, tra cui Smirne, Batman e Diyarbakir, e sicuramente Erdogan non sarà sereno dato che la Turchia a novembre tornerà a votare in un clima irrespirabile quasi da guerra civile.

Intanto la rabbia nei confronti di Erdogan aumenta, e non potrebbe essere altrimenti dato che se anche il governo fosse completamente estraneo ai fatti lo si potrebbe comunque accusare di aver trattato e supportato attivamente bande di jihadisti in nome della geopolitica. Ovviamente però Usa, Francia e altri paesi solitamente molto attenti a “bastonare” il paese responsabile di veri o presunti abusi di potere o violazioni di diritti, nei confronti della Turchia indossano spesso e volentieri il paraocchi, fingendo di non vedere.

@gB

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top