Turchia. Quale alternativa per Ankara al gas russo?Tribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Turchia. Quale alternativa per Ankara al gas russo?

 

Secondo diversi analisti, come riporta anche il network tedesco Deutsche Welle, Ankara non avrebbe molte alternative al gas russo per il proprio fabbisogno interno. Erdogan quindi con la sua provocazione nei confronti di Mosca, il suo avventurismo in Siria e le accuse di legami torbidi con l’Isis, sembra aver condotto la Turchia verso un vicolo cieco.

Il network tedesco Deutsche Welle ha pubblicato un interessante articolo ripreso anche da Sputniknews nel quale si citava l’opinione dell’esperto di Energia turco Necdet Pamir, il quale ha detto molto chiaramente che per Ankara non ci sarebbero molte alternative al gas russo. Di conseguenza le tensioni con la Russia degli ultimi giorni sarebbero quantomeno spiacevoli per la Turchia dal momento che i turchi avrebbero solo da perderci a rompere ogni rapporto commerciale con i russi. Le relazioni tra i due paesi, che non erano cattive, si sono guastate velocemente negli ultimi giorni a seguito dell’abbattimento da parte della Turchia del Su-24 russo al confine tra Siria e Turchia per un presunto sconfinamento di 17 secondi.

La Turchia ha tirato troppo la corda e Putin ha detto chiaramente che Ankara non se la caverà semplicemente con un embargo nel settore alimentare. Alla luce di questo Ankara dovrebbe muoversi a cercare nuove forniture di gas dal momento che, a oggi, Ankara ottiene il 60% delle forniture di gas naturale proprio dalla Russia. In un primo tempo molti avevano pensato che  la Turchia avrebbe potuto sostituire il gas russo con forniture provenienti da Iraq, Qatar e Azerbaijan, ma secondo l’esperto Necdet non sarebbe una soluzione praticabile in quanto sarebbe impossibile ad esempio portare il gas del Qatar nella rete turca. Le esportazioni dell’Azerbaijan ad esempio non sarebbero sufficienti a soddisfare il fabbisogno turco e quindi Ankara in teoria dovrebbe pensare a siglare accordi con l’Iraq. Alla luce di questo l’invio da parte turca di duemila soldati nella zona di Mosul non ha certo contribuito a migliorare le relazioni tra i due paesi, con Baghdad che ha anzi avvisato Ankara di rivolgersi alle Nazioni Unite per lo sconfinamento.

Le sanzioni russe non riguardanti l’energia contro la Turchia arrecherebbero un danno di circa 6,5 miliardi di dollari, ma sarebbe solamente la punta dell’iceberg dato che Mosca avrebbe in mente altre mosse molto stringenti che rischierebbero di far traballare l’economia turca.

 

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