Turchia. Scontri e cariche tra Istanbul e AnkaraTribuno del Popolo
martedì , 19 settembre 2017
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Turchia. Scontri e cariche tra Istanbul e Ankara

 Ankara e Istanbul in fiamme tra lacrimogeni, cariche della polizia e arresti di massa. Erdogan ha mantenuto le promesse, e l’anniversario della rivolta di Gezi Park è diventata una giornata di scontri e violenze. La polizia avrebbe colpito deliberatamente anche i giornalisti, lanciando lacrimogeni nelle case dei cittadini che protestavano contro la brutalità degli agenti. 

Erdogan ha mantenuto le promesse e la giornata dell’anniversario della rivolta di Gezi park è diventata una vera giornata di scontri e violenza, proprio come aveva promesso Erdogan, che aveva avvisato che coloro che avrebbero preso parte alle proteste sarebbero stati arrestati. Erdogan ha usato il pugno di ferro, e non è del resto la prima volta dal momento che il governo e il premier rifiutano persino di riconoscere il dissenso utilizzando solo le minacce e la repressione per controllare la situazione. La Piattaforma Taksim, il coordinamento della protesta, aveva indetto una manifestazione pacifica per le 19,00 nella centralissima piazza Taksim e in tutte le principali piazze della Turchia. I cittadini hanno risposto arrivando sul posto con bandiere, fiori e libri, un simbolo degli otto manifestanti rimasti uccisi  l’anno scorso negli scontri di piazza con le forze di sicurezza. Erdogan però non ne ha voluto sapere e ha vietato ogni concentrazione, il risultato è stato prevedibile con la polizia che è intervenuta brutalmente nella centrale Via Istikal e nel quarte di Gazi e lo ha fatto con largo uso di lacrimogeni, cannoni ad acqua e anche pallottole di gomma. La cosa molto grave è che la polizia questa volta ha colpito deliberatamente anche i giornalisti, dando così l’impressione, come sottolineato da diversi quotidiani, di godere di una pressochè assoluta impunità. Anche un cronista della Cnn è stato arrestato in diretta da un gruppo di poliziotti in borghese, si tratta di Ivan Watson, che, dopo essere stato rilasciato, ha rivelato di essere stato percosso. Pietro Castellano, un fotografo italiano presente ad Ankara, ha detto di essere stato colpito da un lacrimogeno sparato ad alzo zero, mentre al direttore del quotidiano Evrensel, Erdal Imrek, un agente ha spruzzato gas urticante direttamente in faccia. Sul web a quel punto gli attivisti hanno caricato le foto delle violenze subite dai manifestanti, con molti di loro ritratti sanguinanti o soffocati a terra dai lacrimogeni. Diversi adolescenti sarebbero stati ammanettati e allineati lungo via Istikal,  mentre su Twitter Gokhanmaliksahin, ha pubblicato un video in cui una decina di agenti picchiano a terra un manifestante. Ma non è finita, secondo il giornalista Usa Benjamin Harvey i poliziotti avrebbero sparato lacrimogeni verso le finestre delle case dalle quale gli abitanti lanciavano offese contro la brutalità della polizia. Ormai in Turchia l’emergenza democratica è reale, ma nessuno sembra lanciare invettive contro il governo di Ankara o minacciare il governo di sanzioni, misura che invece l’Occidente utilizza eccome contro i governi considerati “scomodi”. 

Photo Credit https://twitter.com/sipesipik/status/473120010513444864/photo/1

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