Turchia. Sei morti e migliaia di feriti, è il bilancio della repressione del governoTribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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Turchia. Sei morti e migliaia di feriti, è il bilancio della repressione del governo

Non fa più notizia ma in Turchia la repressione ordinata dal governo da quest’estate ha già causato 6 morti e oltre 4000 feriti. Almeno 5000 fermati negli ultimi mesi, per una tensione sociale che non accenna a scemare.

Non fa più notizia ma in Turchia la repressione cominciata quest’estate per reprimere i manifestanti mobilitatesi in difesa del Gezi Park, motivo per cui i media hanno smesso di parlare di quello che sta succedendo in Turchia. In realtà le proteste contro il governo conservatore del premier Erdogan non sono mai terminate, anche se si sono notevolmente placate. Non ha fatto scalpore la dura protesta degli insegnanti, molti dei quali di comunità alevite, quella dei curdi, quella degli studenti universitari di Ankara e Istanbul che si oppongono alla distruzione del tessuto urbano per la costruzione di autostrade e centri commerciali. Da ogni piazza continuano ad arrivare le solite notizie di arresti, feriti e violente cariche della polizia, segno che il governo non ha cambiato registro nei confronti della gestione del dissenso. E’ tempo anche di tirare le somme e dall’estate scorsa sono stati oltre 5000 i manifestanti fermati durante gli scontri, mentre circa 200 di loro sarebbero ancora in carcere stando a fonti interne alla polizia .In un’intervista pubblicata ieri dal quotidiano Hurriyet Lobna Allami, una ragazza gravemente ferita il 31 maggio a Istanbul da un lacrimogeno sparatole alla testa e presto diventata una dei simboli della violenza della polizia, ha raccontato di aver riportato danni permanenti al cervello. Ora la ragazza soffre di afasia, ma è solo uno dei casi dei ragazzi rimasti handicappati o mutilati nel corso degli scontri con la polizia, come peraltro riportato dal quotidiano turco Milliyet. Da luglio a oggi sono stati oltre 4000 i feriti, tra cui diverse decine di casi di cecità, e sei le persone rimaste uccise. In base alle ricerche effettuate circa il 50% di coloro che protestavano erano donne, mentre il 78% erano membri della comunità sciita. La stragrande maggioranza di loro sarebbe in possesso di un titolo di istruzione superiore e avrebbe un reddito inferiore ai 400 euro mensili.

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