Turchia. Si infiamma la guerra civile con i curdiTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Turchia. Si infiamma la guerra civile con i curdi

Turchia. Si infiamma la guerra civile con i curdi

 

In un momento di estrema tensione in Turchia i militanti del Pkk hanno portato a termine un attacco contro l’esercito turco a Daglica, uccidendo 15 soldati. Si tratta di una risposta alla massiccia operazione militare lanciata da Ankara contro il Pkk  che sta provocando molte vittime anche tra i civili innocenti. Il Pkk accusa la Turchia di aver favorito l’Isis e di aver utilizzato la guerra civile siriana come pretesto per indebolire i curdi dopo il clamoroso successo del partito istituzionale curdo Hdp nelle ultime elezioni. 

La situazione in Turchia sembra essere sempre peggio settimana dopo settimana. Tutto era cominciato con la rottura della tregua in vigore da due anni tra Ankara e il Pkk, il partito dei Lavoratori del Kurdistan che viene ritenuto una organizzazione terroristica. La tregua è stata rotta dopo il vergognoso attentato di Suruc dove un kamikaze dell’Isis si fece saltare durante un raduno di sinistra uccidendo decine di ragazzi innocenti e volontari. Da allora il Pkk ha addossato la colpa ad Ankara, accusando Erdogan di non aver mai fatto nulla per arginare i militanti dello Stato Islamico, accuse queste che sono state lanciate anche da Damasco. Ecco quindi che è riesplosa una guerra civile sepolta sotto la cenere e che sta causando morti tutti i giorni, anche se i media tendono a non parlarne forse in quanto Erdogan rappresenta un saldo alleato degli interessi Nato nell’area.

In ogni caso il Pkk ha realizzato un attacco nelle scorse ore a Daglica, località nella provincia di Hakkari, proprio a ridosso del confine con l’Iraq. Secondo alcuni media locali i militanti del Pkk avrebbero fatto saltare in aria alcune mine al passaggio di un convoglio di mezzi blindati dell’esercito turco, e dopo hanno aperto il fuoco contro i soldati, uccidendone 15. Si tratta di una risposta ai raid aerei quasi quotidiani lanciati da Ankara contro le posizioni del Pkk, ma anche contro i villaggi curdi nella provincia di Hakkari. In poche settimane gli attacchi turchi avrebbero ucciso centinaia di militanti del Pkk, e anche un numero imprecisato di civili, il tutto mentre nel nord della Siria sono proprio le forze del Pkk quelle a fare da argine all’avanzata dei jihadisti sunniti. Secondo il sito “Contropiano” nelle scorse ore a Cizre, nel distretto di Sirnak, sarebbe morto anche un neonato a causa dell’impossibilità di portarlo in ospedale per via dei blocchi imposti dalla polizia nel quartiere. Il giorno precedente le forze dell’ordine turche hanno invece ucciso ben quattro persone sempre a Cizre, da dove il partito d’opposizione dell’Hdp ha parlato apertamente di polizia che apre indiscriminatamente il fuoco contro civili. Insomma quasi quotidianamente arrivano notizie di ragazzi uccisi dalla polizia, vedi il giovane Lokman Süre ucciso durante un blitz nel quartiere di Nusaybin a Diyarbakir.

E non è finita qui, la violenza non è solo fisica in quanto Ankara vorrebbe eliminare gli oppositori non mettendoli in condizione di partecipare alla vita politica. Secondo il portavoce del Partito Democratico dei Popoli, Selahattin Demirtas infatti, in queste condizioni sarebbe completamente impossibile che il 1 novembre si terranno regolari elezioni. Insomma sembra quasi che il “Sultano” Erdogan con il suo partito islamista Akp voglia recuperare la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento persa nelle elezioni del 7 giugno, e per farlo ovviamente vuole eliminare l’Hdp, il partito di opposizione curdo che fa dormire sonni agitati ai nazionalisti turchi.

Dc

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