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martedì , 24 gennaio 2017
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Turchia. Si scatena la rabbia contro l’impunità della polizia

Turchia. Si scatena la rabbia contro l’impunità della polizia

Si indigna la società turca dopo la scarcerazione del poliziotto turco immortalato da un video mentre sparava in testa a un manifestante. L’impunità della polizia ha scatenato rabbia e delusione in tutto il Paese.

Il video in cui  ai primi di giugno, nel centro di Ankara, un poliziotto freddava con un “head shot” un manifestante ha fatto il giro del Mondo, scatenando rabbia e indignazione un pò dappertutto. Erano le prime fasi della rivolta turca, altre scene sarebbero seguite, dai lacrimogeni del Gezi Park  di Istanbul fino alla battaglia in Via Kennedy ad Ankara, non lontano dall’ambasciata americana. Negli ultimi giorni la situazione stava lentamente normalizzandosi, ma i cittadini turchi proprio non hanno tollerato la scarcerazione del poliziotto turco che abbiamo nominato poco scopra, mandato a casa perchè avrebbe agito per “difesa personale.”

Come si vede dal video però è davvero difficile sostenere che l’agente di polizia abbia agito per difesa personale dal momento che non si nota nessun manifestante attaccarlo o attentare alla sua incolumità. Si tratta dell’ennesimo schiaffo cui la cittadinanza ha deciso di rispondere in modo pacifico. Centinaia di persone si sono radunate nei pressi di piazza Taksim a Istanbul gettandosi a terra simulando una morte improvvisa. Sono rimasti così sull’asfalto per diversi minuti, per urlare in modo silenzioso al mondo la loro rabbia e la loro indignazione. La repressione delle recenti manifestazioni è stata al centro dei colloqui tra il premier turco Erdogan e il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, in visita ad Ankara. Jagland però all’uscita dal colloquio non si è sbilanciato, limitandosi a una frase di prammatica: “la Turchia  è uno dei padri fondatori del Consiglio d’Europa, e la Turchia e il Consiglio d’Europa si ascoltano reciprocamente, e abbiamo discusso di come continuare a collaborare per le necessarie riforme in Turchia”.

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