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mercoledì , 13 dicembre 2017
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Turchia. Spari contro il consolato Usa a Istanbul

La Turchia è nel caos dopo che nella notte di ieri due assalitori hanno sparato contro il Consolato degli Stati Uniti in quel di Istanbul. Sempre nella notte, poco prima, una centrale di polizia veniva colpita da un attentato bomba. E ora il paese ha paura e si interroga sul proprio futuro, ben sapendo che la Siria è a un passo. 

Chissà se Erdogan aveva messo in conto che la guerra e la violenza potessero raggiungere anche le strade della Turchia. Probabilmente lo aveva messo in conto quando decise che Ankara avrebbe recitato un ruolo all’interno della guerra civile siriana. Del resto prima del 2011 Ankara e Damasco erano alleate, poi qualcosa è cambiato dopo che le rivolte hanno minacciato il governo di Assad. Ma la vera svolta è stata rappresentata dall’approccio tenuto dalla Turchia nei confronti dell’Isis, un approccio ambiguo che ha portato Erdogan a dire senza mezzi termini di ritenere il problema dei guerriglieri curdi del Pkk analogo a quello rappresentato dai tagliagole dell’Isis. E infatti gli aerei turchi hanno bombardato nell’ultima settimana le postazioni del Pkk, uccidendo centinaia di persone ma scatenando la reazione dei guerriglieri marxisti, che non è tardata.

Del resto il Pkk è una delle uniche sigle che ha combattuto direttamente sul terreno le schiere del Califfo, ed è chiaro che le bombe di Erdogan indebolendo il Pkk finiranno inevitabilmente per rafforzare proprio il Califfo. Nella notte è arrivata la notizia di due assalitori che hanno sparato a Istanbul contro l’edificio Consolato degli Stati Uniti scatenando uno scontro a fuoco con la polizia. Poco prima una bomba aveva sventrato una centrale di polizia uccidendo tre persone, ma nelle scorse ore si erano verificati anche diversi incidenti nel resto della Turchia, con diversi scontri a fuoco che hanno causato anche la morte di alcuni agenti. E in tutto questo gli Usa hanno appena fatto sapere di aver dispiegato degli F-16 da inviare nella base aerea di Incirlink, sulla carta per colpire l’Isis, ma sono in tanti a pensare che il coinvolgimento di Ankara nella guerra in Siria preluda in realtà a un vero e proprio intervento in territorio siriano.

Insomma una situazione esplosiva che potrebbe anche sfuggire di mano. Una situazione che il governo turco non ha peraltro fatto assolutamente nulla per evitare.

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