Turchia. Strage terrorista all'aeroporto di IstanbulTribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
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Turchia. Strage terrorista all’aeroporto di Istanbul

Almeno 36 morti e decine di feriti all’aeroporto Ataturk di Istanbul dopo che un commando di terroristi ha sparato sulla folla. Alcuni attentatori si sono fatti saltare in aria, mentre altri 3 sarebbero forse in fuga. Il tutto capita il giorno dopo che Erdogan ha chiesto scusa ufficialmente a Putin per la questione dell’abbattimento del Su-24.

Brutto risveglio per la Turchia dopo che ieri sera un commando di terroristi quasi certamente islamici ha fatto strage all’aeroporto internazionale Ataturk, peraltro uno degli scali aeroportuali più trafficati e protetti d’Europa. Il bilancio provvisorio parla di 36 morti e 147 feriti, un attacco terroristico terribile che ha preso di mira ancora una volta obiettivi civili, semplici passeggeri e turisti fermi nelle sale d’aspetto o nel parcheggio. L’attacco è avvenuto al terminal degli arrivi con tre terroristi che hanno aperto il fuoco e si sono poi fatti saltare in aria, da qui la quasi certezza della matrice jihadista. Sulla base delle prime ricostruzioni almeno tre terroristi sarebbero ancora in fuga e uno sarebbe stato arrestato. Ora la Turchia a paura e deve interrogarsi sul suo futuro, ma intanto resta il fatto inquietante che il terrorismo islamico ha colpito proprio il giorno dopo che Erdogan aveva telefonato a Putin per chiedere scusa sull’abbattimento del Su-24 a novembre e l’apertura diplomatica effettuata nei confronti dell’altro nemico storico di Ankara, Israele. Che dunque in qualche modo la Turchia abbia cambiato registro sulla Siria? Possibile, e questo spiegherebbe la decisione dell’Isis di colpire proprio la Turchia, un paese ormai sull’orlo del collasso dato che la politica autoritaria di Erdogan ha portato a riaprire la guerra con i curdi del Pkk nel sud-est del paese e in Siria. Questo attentato a Istanbul comunque avrà delle pesanti conseguenze in quanto ora il governo turco vorrà scendere in campo in prima fila contro l’Isis, e questo potrebbe portare presto a nuovi scenari di guerra. Insomma Erdogan ha raccolto per certi versi quanto seminato e la speranza è che ora Ankara voglia smetterla con le ambiguità sulle connivenze con le bande terroristiche in Siria e magari cominci a collaborare seriamente con le coalizioni internazionali, Russia compresa, per porre fine al Califfato.

Tribuno del Popolo

 

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