Turchia. Tra brogli e accuse prende forma il "regime" di AnkaraTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Turchia. Tra brogli e accuse prende forma il “regime” di Ankara

Dopo la “Tangentopoli”di Turchia, le responsabilità di Ankara nella guerra siriana e la repressione dell’opposizione e di internet, ora Ankara viene accusata di aver “legalizzato” i brogli nelle recenti elezioni che hanno visto la vittoria dell’Akp di Erdogan.

Tempi duri per la democrazia in Turchia. Già a luglio il mondo aveva conosciuto il volto autoritario del governo turco di Erdogan con la repressione selvaggia delle proteste del “Gezi Park” a Istanbul. Poi come al solito nessuno aveva più parlato di quello che succedeva ad Ankara, anche se la Turchia avrebbe avuto un ruolo attivo e di primordine nell’ingerire nella guerra civile siriana, basti sapere che i recenti sviluppi additano proprio Ankara per quanto riguarda l’ormai famosa “strage di Damasco”; per intenderci quella realizzata coi gas chimici e di cui fu ingiustamente accusato il governo di Damasco. Poi è arrivato lo scandalo della Tangentopoli turca con le intercettazioni che hanno gettato un’enorme discredito su Erdogan e l’Akp, e il conseguente oscuramento di Twitter e Youtube per impedire che le notizie contrarie al governo circolassero in vista delle elezioni. Poi sono arrivate le elezioni, ovviamente stravinte dal partito di Erdogan, e puntualmente sono riaffiorate le polemiche con la Commissione elettorale superiore turca che ha respinto ieri la richiesta dei partiti dell’opposizione di annullare il voto per l’elezione del sindaco della capitale Ankara a causa dei numerosi denunciati e documentati da parte di diversi partiti. Il Chp, Partito repubblicano del Popolo e primo partito dell’opposizione, ha chiesto ufficialmente di annullare l’elezione del 30 marzo accusando l’Akp di Erdogan di aver vinto tramite brogli elettorali. Al Chp è stato anche negato il riconteggio delle schede elettorali, confermando quindi le ombre sulle elezioni.  Mansur Yavas, candidato sindaco del Chp ad Ankara,  ha reagito affermando che il Chp prenderà “ogni iniziativa legale a sua disposizione” per contestare la decisione della Commissione, compreso il ricorso alla Corte costituzionale. Ankara era considerata una piazza elettorale chiave per l’Akp e il suo candidato Melih Gokcek, che è primo cittadino della capitale da ormai 20 anni, e che ha ottenuto il 44,79 per cento, appena un punto percentuale in più dello sfidante Mansur Yavas. Ma l’”inverno turco” sembra essere solo agli inizi, basti pensare che nei giorni scorsi un iscritto dell’Akp ha preso a pugni dentro il Parlamento il leader d’opposizione di centrosinistra Kemal Kilicdaroglu. Fermato poco dopo dalle forze dell’ordine l’uomo è stato rilasciato ma essendo già stato condannato per altri reati rientrerà a breve in carcere per aver violato le norme relative alla libertà condizionata. Insomma l’occidente, sempre in prima fila a difendere i diritti umani e la democrazia dove lo ritiene opportuno, sulla Turchia preferisce tacere, forse perchè Erdogan è personaggio gradito.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/rasande/8987786951/”>Rasande Tyskar</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/”>cc</a>

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top