Turchia. Trema l'Impero di ErdoganTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Turchia. Trema l’Impero di Erdogan

Erdogan nell’occhio del ciclone in Turchia dopo che è stata divulgata una intercettazione nella quale chiede al figlio di far sparire una ingente somma di denaro. Si tratta dell’ennesimo scandalo che coinvolge Ankara dopo la “tangentopoli” di due mesi fa. E intanto in tutto il Paese esplodono proteste di piazza. 

L’ “Impero” turco di Recep Tayyip Erdogan rischia di implodere alla luce dell’ultimo, ennesimo scandalo che sembra essersi abbattuto su di lui. E dire che proprio Erdogan sembrava essere ormai rimasto l’unico padrone della scena avendo sostanzialmente impresso una torsione autoritaria che ha messo a serio rischio il funzionamento della democrazia turca. Stiamo parlando di un nuovo scandalo, questo legato a una intercettazione tra il premier e il figlio nel quale gli chiede di “ridurre a zero” una ingente somma di denaro, pari a circa 30 milioni di euro, incontrandosi con lo zio Mustafa e il fratello Burak in una casa di amici di famiglia per farli “sparire”. Una intercettazione che lo mette nei guai seri dal momento che arriva a due mesi dalla tangentopoli turca che aveva già fatto scricchiolare il potere turco. Comprensibilmente alla luce dell’intercettazione l’indignazione è montata in tutto il Paese con l’opposizione che si è mobilitata e ha chiesto le immediate dimissioni di Erdogan, che ovviamente non ha alcuna intenzione di mollare la presa forte dell’appoggio della Nato e dell’Occidente, al contrario molto solerti in Ucraina e in Siria nell’appoggiare le opposizioni di turno. Erdogan in modo grottesco ha parlato di un “indecente montaggio” e ha denunciato un nuovo “attacco odioso” da parte dei suoi detrattori.  Il leader del partito d’opposizione Chp, Kemal Kilicdaroglu, ha aspramente criticato il ministro, definendolo “capo dei ladri” e ha spiegato che più fonti avrebbero confermato la veridicità delle registrazioni. Tutto questo sta portando Ankara sull’orlo del collasso economico dal momento che la borsa ha subito un nuovo drastico calo del 3%. E ora? Ora la procura Generale turca ha aperto un’indagine sulle intercettazione, anche se ancora non è chiaro se lo abbia fatto per verificarne l’autenticità o per recuperare dati in vista di un procedimento penale contro Erdogan. Che Erdogan sia in difficoltà del resto è facile desumerlo dalle sue stesse parole dal momento che ha denunciato un vero e proprio Colpo di Stato da parte dei suoi ex alleati, indicando come responsabile l’imam Fetllah Gulen. Intanto però la contestazione contro il governo continua, basti pensare che la notte scorsa in diverse città turche sono scesi in piazza a centinaia per chiedere le dimissioni di Erdogan dopo la pubblicazione su Internet di telefonate compromettenti fra il premier e il figlio Bilal. Peccato che la polizia abbia come al solito represso ogni dissenso con cariche e idranti, senza che, ovviamente, nessuno dall’Europa o dagli Usa abbia in alcun modo criticato l’uso della forza, cosa invece fatta a Kiev.

Anti government protest in Istanbul

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