Turni a 320 euro l'ora, ecco il capitalismo alla Marchionne | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Turni a 320 euro l’ora, ecco il capitalismo alla Marchionne

Il manager di Detroit ha annunciato di non voler investire le somme promesse in Italia. Quasi certamente quindi la Fiat delocalizzerà per andare altrove, magari in Serbia dove un operaio guadagna 320 euro all’ora. Ecco il capitalismo moderno alla Marchionne, un capitalismo dal sapore antico, quasi predatorio, che crea profitti spremendo gli operai come limoni.

Spesso gli uomini della strada con la loro semplicità sono quelli che riescono davvero a cogliere la realtà delle cose. Così quando la gente si chiede come mai la Fiat minaccia di andarsene dall’Italia e non pensa a produrre buone macchine, probabilmente, si centra il vero nocciolo del problema. Che colpa ne hanno gli operai di Pomigliano e Mirafiori se i vertici aziendali continuano a produrre macchine che non vengono vendute? Marchionne però non si dà cura di queste cose, è arrivato da Detroit come un santone, acclamato anche da Renzi e dal Pd, per rimettere in sesto l’azienda automobilistica torinese. Ha individuato il problema: i diritti degli operai, e lo ha eliminato alla radice ricattando gli stessi lavoratori e mentendo, perchè a distanza di un anno dal suo progetto “Italia” nessuno ha visto nemmeno un euro di investimenti. Ma basta andare in Serbia, come hanno fatto i giornalisti del “Fatto Quotidiano”, per capire come funziona il capitalismo alla “Marchionne”. A Kragujevac, cittadina 140 chilometri a sud di Belgrado, si trova il nuovo polo industriale della Fiat. All’ingresso, proprio come a Pomigliano, vi è la scritta sinistra: “Noi siamo quello che facciamo”, una scritta che preoccupa, come a dire che se facciamo prodotti scadenti, siamo scadenti. Un tempo in Serbia c’erano gli stabilimenti della Zastava, da quest’estate invece si è stabilita la Fiat che ha iniziato la produzione del nuovo monovolume 500L. Nello stabilimento gli operai guadagnano un quinto dei colleghi italiani e lavorano fino a 12 ore al giorno. Ma alla Fiat dei Balcani non si usa dire di no, proprio come piace a Marchionne. In Serbia un lavoratore su quattro è disoccupato, quindi un pò come nelle colonie del XIX secolo, nessuno si lamenta, anzi Marchionne si sente quasi un benefattore. Chi glielo fa fare infatti a sfruttare proprio i serbi? potrebbe sfruttare i greci, o magari i turchi, o magari qualcun’altro ancora, i serbi dovrebbero sentirsi in debito. E’ questo il capitalismo predatorio figlio della globalizzazione, un capitalismo dal sapore antico in realtà, che era stato sconfitto dalle conquiste dei diritti dei lavoratori.

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