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mercoledì , 24 maggio 2017
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Tutte le ombre su Papa “Francesco”

Papa Bergoglio è il nuovo Papa della cristianità con il nome di Francesco. L’elezione del primo papa sudamericano è stata accolta con grande tripudio, ma chi è veramente Jorge Mario Bergoglio? Lo chiamano “papa progressista”, ma su di lui pesano gravissime ombre…

papa

Scegliendo il nome “Francesco”, Jorge Mario Bergoglio secondo media e vaticanisti ha voluto compiere una scelta ben precisa e lanciare un messaggio alla cristianità. Primo gesuita a diventare papa, Bergoglio è anche il primo sudamericano ad assurgere a pontefice. I media si sprecano nel parlare di lui come un “progressista” anche perchè la sua è stata una candidatura esterna alla Curia, e proviene da un luogo molto ma molto lontano da Roma. Quello che i media non dicono però, è che Bergoglio in Argentina faceva parte dell’ala conservatrice della Chiesa, anzi non ha mai accettato la cosiddetta teologia della liberazione, mantenendo rigorosamente posizioni di destra quando non di estrema destra a Buenos Aires. Il collegamento tra destra e Chiesa del resto, nel nostro Paese come in Sudamerica, è un “legame di Pulcinella”, ma in Argentina è particolarmente sentito per diversi motivi, in primis che la Chiesa è stata collusa con la dittatura dei desaparecidos.

Ma su questo aspetto ci torneremo tra poco. In Argentina il premier è Cristina Kirchner, uno degli avversari più temibili da parte di Bergoglio. In Argentina infatti il blocco conservatore ha uno dei suoi maggiori esponenti proprio in Bergoglio, uno che in passato si è scagliato frontalmente contro il blocco delle sinistre, capeggiato proprio dalla presidenta Kirchner. Del resto lo ha ammesso anche un funzionario dell’ambasciata argentina a Roma: “Tanto aperta è stata la battaglia politica di Bergoglio contro il governo dei Kirchner, prima di Nestor, poi di sua moglie Cristina, che la presidente ha deciso da tempo di non festeggiare più il 25 de julio, principale festa patriottica in Argentina, nella cattedrale di Buenos Aires”. Ma non è finita qui…il buon Bergoglio negli anni della dittatura militare di Videla (1976-1983), peraltro condannato proprio in questi giorni a cinquant’anni di carcere a Buenos Aires, ebbe un ruolo che definire dubbio è persino poco. A incastrare il nuovo pontefice ci ha pensato il giornalista argentino Horacio Verbutsky, autore del libro “Il Volo”, nel quale ha spiegato per la prima volta l’esistenza del piano criminale del governo durante la dittatura di soppressione fisica degli oppositori attraverso i voli della morte; una repressione che ha portato alla sparizione di oltre 30.000 persone di sinistra o comunque legate all’opposizione politica. Verbitsky ha ricostruito con solerzia e precisione tutte le responsabilità e le omertà.  Bergoglio non ne è uscito benissimo, e su di lui emergono pesanti sospetti di collusione. Non esistono testimonianze dirette che inchiodano il nuovo pontefice, tuttavia emerge chiaramente un quadro entro il quale Bergoglio non fece assolutamente nulla per impedire al regime di rastrellare ed eliminare gli oppositori politici.

In particolare c’è una storia che pesa come un macigno sul passato di papa Francesco, si tratta di una storia data al 1976, subito dopo il golpe, quando Bergoglio svolgeva il ruolo di Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina. Da gesuita aveva un potere enorme sulle comunità ecclesiastiche di base, che lavoravano molto nelle baraccopoli di Buenos Aires. Secondo Verbitsky circa un mese prima del golpe, Bergoglio avrebbe chiesto a due sacerdoti, Orlando Yorio e Francisco Jalics, che lavoravano nelle comunità di base,  di abbandonare quel lavoro. I due si rifiutarono, e quindi Bergoglio prima li cacciò dalla Compagnia di Gesù, e poi fece pressione sull’arcivescovo di Buenos Aires per impedire loro di dire messa. Il “gran rifiuto” dei due gesuiti li fece inserire nella lista nera del regime, e pochi giorni dopo i due sacerdoti vennero rapiti. In quei giorni in Argentina bastava essere un sindacalista, un dissidente, un progressista, un comunista, per sparire per sempre, e Bergoglio probabilmente lo sapeva perfettamente. Dopo sei mesi di prigionia nei solai della Escuela mecanica del armada(Esma), il centro clandestino da cui partirono poi i voli della morte, i due religiosi furono rilasciati. Pare che furono pressioni esercitate dalla Chiesa da Roma a salvar loro la vita.

Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L’ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l’uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell’uomo, ma niente più di questo“. (Papa Francesco I° 2007)

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Nessun commento

  1. Chiedo alla redazione o qualche lettore informato: è vero che le spese del conclave ed eventuale funerale di un Papa sono a carico dello Stato italiano, perché così prescritto nel Patti Lateranensi e mai successivamente modificato?

  2. Più che dei funerali, mi interesserebbe capire perché dobbiamo immediatamente esultare perché il nuovo papa si propone zuccheroso, amante della povertà e ostentatamente sobrio. Le “ombre” sui suoi trascorsi non sono cosa da poco, anche perché sembrano tutt’altro che ombre, direi fatti documentati e sostanziosi; in ogni caso la chiesa non si oppose mai al regime dei colonnelli. Aspettiamo almeno che faccia qualcosa di concreto, visto che è tanto buono: ad esempio che aiuti le famiglie disperate degli operai licenziati, magari facendoli assumere in uno dei tanti cantieri del vaticano.

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