Tutti contro Marino: il nuovo sport nazionaleTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Tutti contro Marino: il nuovo sport nazionale

Ignazio Marino si è dimesso e tutti esultano. Noi non abbiamo mai provato simpatia per il sindaco di Roma eppure di fronte agli attacchi concentrici e forsennati cui è stato sottoposto da tutti, un vero esempio di squadrismo mediatico, rimaniamo per certi versi perplessi. Può essere davvero peggio di Alemanno? Eppure nessuno aveva attaccato da ogni parte l’ex sindaco di destra della Capitale, come mai ?

Ignazio Marino ha formalizzato le sue dimissioni da sindaco di Roma, tutti contenti? Sembrerebbe di sì, e la cosa ci riempie di tristezza dal momento che sembra che ogni male della città sia il frutto della sua gestione. Come se Marino avesse ereditato una situazione idilliaca, come se le cose a Roma andassero bene prima che lui vincesse le elezioni. Scaricato da tutti: dal Papa, dai romani, dal suo stesso partito, da Sel, dai borgatari e persino dal vicino di casa, Ignazio Marino diventa per certi versi il capro espiatorio di una città. E verrebbe da pensare “allora tenetevi Alemanno” vedendo garrire al vento le bandiere di Casa Pound nella folla che esultava per la notizia delle sue dimissioni. Già perchè nella passata gestione Alemanno, quella della neve e di “parentopoli” (ve la siete già dimenticata?), non ci sembra che le cose andassero bene, anzi. Eppure sembra che ogni male dell’umanità debba ricadere su Ignazio Marino.

Ci fa davvero specie essere qui a difenderlo dato che le nostre idee politiche hanno davvero poco in comune con Marino, eppure ci viene quasi spontaneo scrivere qualcosa in suo difesa di fronte all’ignobile pestaggio mediatico realizzato ai suoi danni da tutte le parti. Un pestaggio pervasivo e capillare al punto da potersi definire persino “squadrismo”, con il Pd di Renzi che ha permesso che il sindaco di Roma venisse sostanzialmente esposto al pubblico linciaggio, forse per evitare di perdere voti a livello nazionale. Un pestaggio quello cui è stato sottoposto che farebbe quasi pensare che davvero Marino fosse una persona onesta e invisa a quegli interessi corporativi che sono di casa in Italia, figurarsi nella gestione della Capitale.

Non a caso Marino ha detto chiaramente che quelli che volevano farlo fuori dal Campidoglio sarebbero arrivati persino a mettergli “della cocaina in tasca”, e viene davvero difficile contraddirlo dal momento che in questi giorni ogni aspetto della sua vita di sindaco è stata sottoposta ai raggi X dalla stampa e dall’apparato mediatico al punto da fare impallidire il “metodo Boffo”. Così Marino verrà ricordato come il peggior sindaco di Roma nonostante nel giorno delle sue dimissioni abbia firmato l’assegno per riconsegnare i soldi spesi con la carta di credito in assegnazione al sindaco, una cifra vicina ai 20.000 euro, non certo cifre da capogiro ma evidentemente abbastanza per i vari censori a 5 Stelle per stappare lo Champagne e festeggiare il buon esito del linciaggio.

Attenzione con questo non vogliamo dire che Marino andasse bene e fosse il sindaco “ideale”, solo non riusciamo a esultare per le sue dimissioni soprattutto alla luce del fatto che tra qualche mese potrebbe sedersi al suo posto un altro personaggio del Pd o peggio un personaggio alla “Meloni”. Allora quegli stessi che chiedevano la testa di Marino mettendo anche gli scontrini dei pranzi sotto i riflettori, faranno lo stesso? Noi crediamo di No.

@Akb

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