Ucraina. Aleggia rischio guerra civile e Mosca muove i blindatiTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Ucraina. Aleggia rischio guerra civile e Mosca muove i blindati

Mentre i media occidentali continuano a non voler vedere le violenze e le forzature dell’estrema destra in Ucraina, le regioni orientali insorgono e organizzano milizie per difendersi non riconoscendo il Parlamento di Kiev. In tutto questo Mosca muove i blindati verso Sebastopoli ed emergono i primi dettagli degli aiuti concessi dagli Stati Uniti alla “rivoluzione” Ucraina. 

Per descrivere quello che è successo in Ucraina si potrebbe partire da Victoria Nuland, sottosegretario dell’amministrazione Obama che senza giri di parole qualche settimana fa era stata intercettata mentre mandava a farsi fottere nientemeno che l’Europa nel caso avesse voluto mettere il becco nella costruzione del nuovo governo di Kiev. La stessa Nuland aveva ammesso nel corso di una riunione di aver speso dal 1991 a oggi oltre 5 miliardi di euro per “favorire”, o meglio imporre, la “democrazia” in Ucraina. Dunque l’imperialismo statunitense non solo non viene ostacolato dalla presenza dei democratici, ma addirittura sembra quasi fare un salto di qualità. Stiamo parlando di un vero e proprio golpe organizzato assoldando gruppi paramilitari nazisti e nazionalisti, con la probabile presenza anche dei mercenari neonazisti del tipo di Otpor, gli stessi protagonisti della guerra contro Milosevic. Tutto questo è stato realizzato con la totale indifferenza nei confronti della storia dell’Ucraina e anche della realtà dal momento che in Ucraina esistono anche milioni di persone russofone e che non si riconoscono minimamente nelle istanze di piazza Maidan. Anche per questo la Russia non ha potuto rimanere a guardare in silenzio e ha già annunciato la sospensione di crediti verso Kiev di 15 miliardi di dollari e ha mobilitato l’esercito al confine con la Crimea,  repubblica autonoma facente tuttavia parte dell’Ucraina e che vorrebbe essere annessa da Mosca non riconoscendo il “nuovo” governo di Kiev. Il Cremlino a questo riguardo starebbe pensando a una distribuzione in massa di passaporti russi nella penisola che domina il Mar Nero e a un pronto accoglimento di una eventuale richiesta di annessione alla Russia. Almeno così ha dichiarato il presidente della commissione della Duma per la Csi (Comunità degli Stati Indipendenti), Leonid Slutsky. Tale soluzione potrebbe anche venire applicata nella parte orientale dell’Ucraina, quella russofona e filorussa, un’azione che vanificherebbe quindi il tentativo della Nato di annettere l’Ucraina per dotarla del sistema antimissile destinato a minacciare Russia e Cina da vicino.  E in tutto questo l’Occidente finge di non vedere le bande neonaziste che distruggono le sedi politiche dei partiti ostili e minacciano ebrei, comunisti e russi, un atteggiamento spietato che rischia però di causare conseguenze nefaste. Intanto però in Crimea la popolazione ha paura avendo visto i neonazisti a Maidan e l’impunità di cui sembrano godere, anche per questo si sono già formate milizie di cittadini e anche per questo Mosca sembra pronta a inviare le sue forze nella regione. E tutto questo avviene mentre Kiev ha bisogno di 3-4 miliardi di dollari subito e di 35 in due anni, soldi che probabilmente verranno chiesti ai cittadini europei, tanto per cambiare. Insomma mentre in Occidente non si racconta il vero volto della “rivoluzione” ucraina, in Ucraina invece cominciano a parlarne seriamente, con la comunità ebraica che, per bocca del rabbino  Menachem Margolin, ha lanciato un appello a Israele a proteggere gli ebrei in Ucraina.  Per gli ebrei, ha detto Margolin, “si è creata una situazione di emergenza” dopo la caduta del regime di Yanukovich ad opera di una piazza egemonizzata dall’estrema destra antisemita di Svoboda. Già nei giorni scorsi il presidente dell’Agenzia ebraica Nathan Sharansky aveva annunciato l’immediata assistenza alla comunità ebraica di Kiev e per una salvaguardia delle istituzioni ebraiche nel Paese. E, a questo proposito, ha stanziato una cifra iniziale di 150mila dollari per rafforzare la protezione degli ebrei del Paese, calcolati in circa 200mila. Tutto questo avviene sotto i nostri occhi, ma i media tacciono pensando di essere nella nuova Guerra Fredda, una guerra in cui, evidentemente, l’antifascismo non ha più alcun tipo di valore. Ma del resto forse, era così anche prima.

Gracchus Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top