Ucraina. Amnesty lancia grido d'allarme: "Stop violazioni dei battaglioni di Kiev"Tribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Ucraina. Amnesty lancia grido d’allarme: “Stop violazioni dei battaglioni di Kiev”

 Amnesty International ha incontrato il primo ministro di Kiev Yatsenyuk e ha sollecitato il governo di Kiev a porre immediatamente fine agli abusi e ai crimini di guerra commessi quotidianamente dai battaglioni di volontari neonazisti che combattono accanto alle forze regolari. 

Parlando a Talinn, in Estonia, di fronte a una folla estasiata Barack Obama ha parlato apertamente della crisi ucraina negando che la Giunta sia in mano a neonazisti od estremisti. Viene quasi da credere che Obama lo pensi per davvero, magari male informato dai suoi collaboratori, ma viene difficile pensarlo dal momento che le immagini delle svastiche e dei simboli del nazionalsocialismo utilizzati dai battaglioni paramilitari fedeli a Kiev parlano chiaro, chiarissimo. Anzi sono loro stessi a definirsi gli eredi di Bandera, ovvero l’eroe del collaborazionismo delle SS nella Seconda Guerra Mondiale, il nuovo “uomo simbolo” dell’Ucraina democratica. Da prima del Maijdan gli antifascisti russi ed europei continuano a denunciare quasi settimanalmente tutti i crimini commessi dalle bande di estrema destra ai danni degli oppositori politici, con tanto di aggressioni, omicidi e sequestri, ma nessuno alla Casa Bianca o a Bruxelles sembra averci dato peso. Chissà se lo faranno dopo l’incontro avvenuto oggi tra il primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk, e il segretario generale di Amnesty International, Salil Shetty, che ha sollecitato il governo di Kiev a porre subito fine agli abusi e ai crimini di guerra perpetrati senza problemi dai battaglioni di volontari che operano accanto all’esercito regolare di Kiev.  ”Le autorità ucraine non devono replicare l’assenza di legge e gli abusi ricorrenti nelle aree precedentemente controllate dai separatisti“,  ha dichiarato Shetty da Kiev. “Non fermare gli abusi e i possibili crimini di guerra dei battaglioni volontari rischia di aggravare significativamente la tensione nell’est del paese e di vanificare il proclamato intento delle nuove autorità ucraine di rafforzare e proteggere lo stato di diritto in modo più ampio” . Insomma sembra quasi che per l’Europa e gli Stati Uniti la vita dei russofoni valga meno di zero, al punto quasi da non fare nemmeno più notizia. Amnesty ha comunque fornito un dettaglio molto circostanziato delle “imprese” compiute dal battaglione “Aidar” ad esempio, arrivo nella regione di Lugansk e che ha commesso una lunga serie di abusi. Il battaglione Aidar è solo uno dei tanti nati a supporto del conflitto, e sono quasi tutti di ispirazione neonazista ed estremista. Amnesty International ha documentato un crescendo di abusi, tra cui sequestri di persona, detenzioni illegali, maltrattamenti, rapine, estorsioni e forse anche esecuzioni, commessi dal Battaglione Aidar. In alcuni casi si tratta di crimini di guerra. Per non parlare del battaglione Azov, apertamente neonazista al punto che utilizza come simbolo lo stesso che fu delle SS. Amnesty ha comunque chiesto alle autorità ucraine di riportare tutti i battaglioni volontari, compreso Aidar, sotto un’effettiva linea di comando e di controllo, e anche di indagare immediatamente su tutte le denunce di abusi e consegnare alla giustizia i responsabili. A parole Kiev ha detto di voler acconsentire alla richiesta, ma nella realtà nessuno ha pagato per le atrocità commesse e Usa e Europa continuano a far finta di niente, de facto macchiandosi di vergognosa complicità.

DC

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