Ucraina. Anche il premier della Rep.Ceka preoccupato dalla "nazificazione" di KievTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Ucraina. Anche il premier della Rep.Ceka preoccupato dalla “nazificazione” di Kiev

Anche il presidente della Rep.Ceka Milos Zeman ha preso posizione sull’Ucraina sostenendo che le recenti adunate e marce nazionaliste andate a scena a Kiev negli ultimi giorni gli hanno ricordato la Germania di Hitler, ma l’Europa sembra voler guardare da un’altra parte.

Photo Credit (Reuters/Valentyn Ogirenko)

In teoria le genti europee avrebbero dovuto essere educate a ritenere il nazifascismo come un male assoluto e questo indipendentemente dalla propria appartenenza politica ma proprio in quanto europei, cioè figli di un continente che è sopravvissuto al Terzo Reich e proprio per questo  ha potuto godere ancora di libertà e diritti, fino a oggi appunto. Oggi qualcosa sta accadendo, la rabbia e la repulsione nei confronti del nazismo sta lasciando spazio a una sorta di indifferenza, quando non di tacito assenso, e l’enormità di questo problema emerge con nettezza dando una fugace occhiata a quanto successo in Ucraina, dove l’Europa e l’Occidente si sono schierati con Kiev e contro Mosca arrivando persino a supportare e tollerare battaglioni apertamente neonazisti e ministri dal passato e dal presente “nero”. Quanto sta accadendo a Kiev non è normale, se prima lo dicevano solo blog indipendenti come il nostro o media accusati di essere “pagati da Putin“, oggi la verità passa da ogni poro ed è impossibile da smentire. In Ucraina essere di sinistra significa venire perseguitato quando non torturato e anzi persino il governo in carica ha permesso che andassero in scena vere e proprie adunate con simboli nazionalisti che hanno portato persino il presidente della Repubblica Ceka, Milos Zeman, a sostenere che gli hanno riportato alla mente la Germania di Hitler. Peccato che l’Unione Europa rimanga silente di fronte a tutto questo, e ciò rende il quadro ancora più inquietante. Zeman ha commentato le scene trasmesse di Kiev nei giorni scorsi dove migliaia di nazionalisti si sono radunati per una fiaccolata per commemorare il 106esimo anniversario di Stepan Bandera, l’eroe della nuova Ucraina nata dalle ceneri del Maidan, un collaborazionista nazista responsabile di decine di migliaia di innocenti uccisi e di aver preso le armi accanto alle Ss di Adolf Hitler nella Seconda Guerra Mondiale. “Ieri sera stavo navigando su internet e ho scoperto un video sulla dimostrazione in piazza Maidan a Kiev del 1 gennaio”, ha detto Zeman in una intervista a radio F1, “I dimostranti portavano ritratti di Stepan Bandera e mi hanno ricordato di Reinhard Heydrich“. Il riferimento di Zeman era a Heydrich, uno dei principali architetti dell’Olocausto e ai tempi uno dei protettori nazisti dei territori della Repubblica Ceka.  ”La parata stessa era organizzata allo stesso modo delle manifestazioni naziste dove i partecipanti scandivano gli slogan: “Morte ai polacchi, agli ebrei e ai comunisti senza pietà“. Incredibile che nessuno nell’Ue sia a conoscenza dell’identità di Stepan Bandera, capo dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini che collaborò con la Germania nazifascista e venne implicato nella pulizia etnica di ebrei, russi e polacchi. Talmente incredibile che viene quasi in mente che forse in realtà in Ue tutti sappiano chi era Bandera e scelgano in modo consapevole di favorirne la memoria, una immane operazione di revisionismo storico che rivaluta il nazionalismo nazifascista pur di andare contro gli odiati russi. “Bandera tornerà per riportare l’ordine“, era solo uno dei tanti slogan urlati dai manifestanti neonazisti in piazza Maidan e molti di loro erano vestiti direttamente con uniformi nazionaliste. Ma la cosa maggiormente inquietante è che il presidente Zeman ha chiaramente detto che c’è qualcosa che non va anche e soprattutto in Europa dal momento che nessuno ha pensato bene di condannare tutto questo. “Non dimenticate che Bandera è considerato un eroe nazionale in Ucraina, la sua immagine campeggiava al Maidan, la sua statua si trova a Lvov. In realtà fu uno sterminatore di massa“, disse proprio Zeman in estate alla tv pubblica ceka. Chiaramente anche la Russia non ha perso occasione per condannare il revisionismo neonazista in Ucraina,  e ha anche accusato apertamente Kiev di voler fabbricare una propria storia nazionale alternativa per giustificare quanto successo col Maidan, il tutto ovviamente con il placet degli Stati Uniti.

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