Ucraina. Anche la Bbc mette in discussione la narrazione del "Maidan"Tribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Ucraina. Anche la Bbc mette in discussione la narrazione del “Maidan”

Un anno fa si consumava la rivolta del “Maidan” a Kiev che ha originato la crisi ucraina tra Russia e Occidente che rischia di sfociare in una vera e propria escalation su larga scala. Peccato che ora anche la Bbc si accorga che qualcosa non andava nella narrazione che i media hanno fatto dei fatti di piazza Maidan. Ecco un sunto della ricostruzione fatta dalla Bbc sul 20 febbraio 2014 che segnò la fine del governo di Yanukovich.

C’è chi da oltre un anno cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto realmente successe in piazza Maidan a Kiev, ormai esattamente un anno fa. Tutti ricordano le immagini di migliaia di persone scese in piazza per chiedere le dimissioni del presidente Viktor Yanukovich, che era peraltro stato eletto in modo democratico e riconosciuto dalla comunità internazionale. Il popolo voleva fortemente l’Europa mentre il “tiranno cattivo” Yanukovich si opponeva a questo progetto, da questo aspetto potremmo forse spiegare il modo acritico con il quale i nostri media hanno appoggiato a testa bassa l’ “Euromaidan”, divulgando la “narrazione” del Maidan di un popolo in piazza per chiedere il suo futuro e del tiranno cattivo che ordina alla polizia di sparare sulla folla. Oggi però, a un anno da quella data, i nodi vengono lentamente al  pettine, e mentre il rischio tra Russia e Occidente è quello di una vera e propria escalation fuori controllo ecco che anche alcuni giornali e network come la Bbc iniziano a mettere in discussione la versione dei fatti data in pasto all’opinione pubblica occidentale. Le cose a Kiev quel 20 febbraio non andarono proprio così; quello che sappiamo è che più di cinquanta persone morirono, molte delle quali colpite a colpi di arma da fuoco, e subito i media accusarono le forze di sicurezza del massacro destituendo quindi ulteriormente Yanukovich. Mosca, al contrario, aveva subito chiamato i fatti del Maidan come un vero e proprio Golpe, e sulla base di questo il Cremlino ha tratto la giustificazione per l’annessione della Crima e il supporto ai separatisti di Donetsk e Lugansk. I leaders della protesta dell’EuroMaidan sono gli stessi oggi che hanno acquisito posizioni di potere nel nuovo governo ucraino, e continuano ad accusare le forze di sicurezza per quel massacro con tutti i media occidentali che accettano la loro versione dei fatti senza farsi domande. A un anno di stanza però la verità comincia a venire a galla e anche la Bbc non può ignorarla. Un uomo chiamato Sergei  ha dato la sua versione proprio alla Bbc: “Io stavo sparando ai loro piedi. Certo potrei averli feriti, ma non ho sparato per uccidere“; peccato che Sergei non fosse un poliziotto bensì uno dei manifestanti che è stato in piazza Maidan per oltre un mese a prendere parte alle proteste e ha ammesso di aver sparato contro la polizia contribuendo ad averli fatti ritirare. In molti quindi spararono contro la polizia in quei giorni costringendo le forze di sicurezza a ritirarsi dalle sue posizioni in piazza per riparare presso l’Hotel Ukraine. A quel punto i manifestanti avanzarono e fu allora che molti di loro vennero uccisi da diversi cecchini posizionati nei palazzi circostanti. Sergei, l’uomo citato dalla Cnn, quel 20 febbraio si trovava al Conservatorio da dove per venti minuti aveva sparato contro la polizia assieme a un secondo sparatore. La sua versione dei fatti sarebbe stata confermata da almeno un’altra fonte: secondo la Cnn  Andriy Shevchenko, uno dei leader del movimento del Maidan, quella mattina avrebbe ricevuto una telefonata dal capo della polizia antisommossa della piazza nella quale gli avrebbe detto che qualcuno stava sparando sugli agenti proprio dal Conservatorio. A quel punto Shevchenko avrebbe contattato l’uomo responsabile della sicurezza dei manifestanti, Andriy Parubiy, altrimenti noto come il “Comandante” del Maidan, che avrebbe ammesso: “Io ho mandato un gruppo dei miei uomini migliori verso l’edificio del Conservatorio per capire se ci fossero posizioni di tiro”. Proprio la polizia avrebbe lamentato di aver avuto molti agenti feriti e anche alcuni morti e oggi Parubiy è diventato il portavoce del Parlamento ucraino anche se ha negato che i suoi uomini avessero trovato persone armate nel Conservatorio. Ma un fotografo, come ci ricorda sempre la Cnn, quella mattina sarebbe riuscito a entrare proprio nel Conservatorio e ha fotografato proprio alcune persone armate. (Guarda qui sotto).

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Ma torniamo al nostro Sergei che ha raccontato alla Cnn una versione molto diversa della stessa storia. Secondo quanto raccontato lui stava ricaricando quando gli uomini mandati da Parubiy lo avrebbero raggiunto obbligandolo a seguirli. Sarebbe quindi stato scordato dal Conservatorio, caricato su una macchina di Kiev e riportato a casa propria. A quel punto già tre poliziotti erano stati feriti a morte ed era già cominciato il massacro di manifestanti. Al termine delle indagini di Kiev su quanto successo vennero arrestati solo tre agenti delle forze di sicurezza, di cui solo due sono rimasti tuttora in custodia. Dmitry Sadovnik, l’uomo che era in comando, è oggi scomparso. I tre agenti sono stati accusati di aver causato 39 morti, ma alla fine sono morte una dozzina di manifestanti in più e almeno tre poliziotti sono rimasti uccisi. Alcuni dei morti sono sicuramente stati uccisi da cecchini che li avrebbero colpiti da edifici tutto intorno alla piazza. Ma veniamo ora al punto: Secondo la Bbc quando gli avvocati delle vittime hanno cercato durante il processo di suggerire che alcune morti non sarebbero state causate dalla polizia, non hanno trovato alcuna collaborazione da parte della Corte. Andriy Parubiy a riguardo disse di essere certo che sarebbero stati cecchini russi ad aprire il fuoco contro la folla, ma ovviamente non è stata prodotta alcuna prova a supporto di questa teoria. In Russia, al contrario, sono convinti che sia stata una cospirazione dell’Occidente, un vero e proprio Golpe appoggiato dalla Cia per togliere Kiev dall’orbita di Mosca. La Cnn però sostiene che nessuna delle due teorie sia convincente ma qualcosa nella versione presa per buona proprio non torna. Parubiy ha raccontato che dal momento che la polizia massacrava i manifestanti qualcuno sarebbe sceso in piazza con dei fucili da caccia e avrebbe risposto al fuoco, ma ancora una volta la Cnn mostra come questa versione dei fatti sia davvero poco credibile. Ancora una volta a parlare è il solito Sergei che avrebbe ammesso di essere stato reclutato come potenziale tiratore nel tardo gennaio da parte di un uomo presentatosi come un militare in pensione che gli avrebbe ingiunto di non unirsi  a nessuno dei gruppi militanti del Maidan. E questo dimostrerebbe come ci sia davvero tanto che ancora non sappiamo sul 20 febbraio 2014, ad esempio chi è stato a sparare per primo. Ora, se considerate che per la prima volta a parlare di questo non è Russia Today o Sputnik ma la Cnn, se non altro ciò dovrebbe indurre a maggiori riflessioni su quanto successo in Ucraina.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/112078056@N07/13087615485″>Anti-government protests in Kiev</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>(license)</a>

Fonti: Cnn http://www.bbc.com/news/magazine-31359021

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