Ucraina. Anche la Casa Bianca si accorge dei nazisti nel "battaglione Azov"Tribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Ucraina. Anche la Casa Bianca si accorge dei nazisti nel “battaglione Azov”

Non è stato un brutto sogno. Ora deve riconoscerlo anche la Casa Bianca dopo che la Camera dei Rappresentanti Usa ha approvato alcuni emendamenti al bilancio della Difesa che bloccano le attività di finanziamento e addestramento del famigerato battaglione “Azov”, accusato già in passato anche da Humans Rights Watch di crimini di guerra. 

Mentre arrivano i primi dati ufficiali sulle morti in Ucraina dell’Onu che parlano di 6454 morti ufficiali (si pensa che siano molti ma molti di più), qualcosa finalmente sembra muoversi per quanto riguarda la consapevolezza di quello che sta accadendo a Kiev. Dopo mesi di polemiche infatti, gli americani riconoscono sostanzialmente le accuse che erano state loro mosse, ammettendo che all’interno del battaglione volontario “Azov” ci siano neonazisti e criminali di guerra. Si tratta di un reparto paramilitare affiliato alla Guardia Nazionale ucraina e che è assurto alle luci della ribalta per via delle polemiche scatenate a causa delle sue operazioni in Donbass. Poche ore da la  Camera dei Rappresentanti degli Usa ha approvato all’unanimità alcuni emendamenti al bilancio della Difesa che bloccano le attività di addestramento del Battaglione Azov, una notizia importante e che premia l’impegno di John Conyers, il firmatario della proposta: “Queste misure assicurano che il nostro esercito non offra training ai membri del ripugnate e nazista Battaglione Azov e fanno in modo che i MANPADs, i sistemi missilistici a antiaerei e a corta raggio possano essere tenuti al di fuori di questi instabili regioni“. Del resto già in passato Humans Rights Watch aveva parlato apertamente dei crimini di guerra commessi dai neonazisti del battaglione Azov e Amnesty International ha anche chiesto al governo di Kiev di assumersi le responsabilità delle azioni criminali commesse da questi paramilitari nel Donbass. Dopo oltre un anno di accuse però, finalmente il Congresso americano riconosce le atrocità e soprattutto la vergogna di aver preso le parti di neonazisti che hanno sfruttato il Maidan per infiltrarsi nell’esercito e nel governo. Amara la constatazione del  portavoce del ministro degli Esteri russo, Alexander Lukashevich: “Ci è voluto più di un anno perché il Congresso Usa si accorgesse che si tratta di un gruppo di nazisti che sfoggia divise e simboli delle SS, comportandosi come Punishers in un territorio occupato“.

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