Ucraina. Ancora scontri a Kiev, ma l'Occidente guarda dall'altra parteTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Ucraina. Ancora scontri a Kiev, ma l’Occidente guarda dall’altra parte

Ucraina. Ancora scontri a Kiev, ma l’Occidente guarda dall’altra parte

Pensate in che modo i media e le autorità avrebbero reagito se le violenze contro la polizia in scena a Kiev le avessimo viste nelle città italiane. Ormai da settimane in Ucraina i manifestanti pro-Ue continuano a scatenare duri scontri, con due morti al termine dell’ultima notte di violenze.

Photo Credit (AFP Photo/Sergei Supinsky)

Come reagirebbero i media italiani ed europei di fronte a filmati di manifestanti dal volto travisato che lanciano pietre e bombe molotov contro gli agenti di sicurezza? Forse come hanno già fatto in passato, ovvero rigettando le violenze indipendentemente dai fini che vogliono conseguire i manifestanti, e attaccando subito la violenza e l’estremismo. Il bello è che è un modus operandi che conosciamo molto bene, anche se in Italia non abbiamo mai visto assalti come quelli dell’ultima notte a Kiev. I media in Ucraina invece continuano a raccontarci un’altra storia, omettendo le violenze dei manifestanti, e magari omettendo anche tra di loro ci sono militanti neonazisti che evidentemente non mettono poi così a disagio gli altri. Invece secondo la vulgata del mainstream diventano tutti eroi per la libertà oppressi da un governo cattivo che vorrebbe riportare l’Ucraina sotto il tacco dell’Unione Sovietica, forse il vero spauracchio dei cantori del mainstream.

Nella scorsa notte comunque la polizia ucraina ha lanciato varie offensive sulle posizioni dei manifestanti a Kiev per smantellare alcune barricate, ma dopo pochi minuti è tornata indietro. Il governo ucraino ora, alla luce della gravità degli scontri, ha chiesto alle nazioni straniere che supportano l’opposizione a rompere i legami con i violenti. Alcuni agenti di polizia hanno cercato di smantellare una barricata eretta da almeno duecento manifestanti, ma quando si sono avvicinati sono stati bersagliati da una fitta pioggia di pietre e Molotov, costringendoli ad arretrare. Si è quindi giunti al quarto giorno di pesanti scontri che sono cominciati il 19 gennaio. La scorsa notte comunque due manifestanti sono morti negli scontri, aumentando la tensione. Uno di loro era un manifestante che è morto nel tentativo di scavalcare una transenna di 13 metri di fronte al Dynamo Stadium, quando i manifestanti hanno cercato di raggiungere Khrushchevskovo Street in modo da poter bersagliare dall’alto la polizia antisommossa con bombe incendiarie e pietre. Un altra vittima degli scontri sarebbe morta a seguito di un colpo di arma da fuoco alle prime luci dell’alba. Non è chiaro come mai i manifestanti non siano riusciti a portare il loro uomo ferito in ospedale, forse perchè temevano potesse venire arrestato, ma intanto la polizia nega in modo categorico di essere responsabile dell’omicidio, ancor più che i poliziotti antisommossa sono sprovvisti di pistola. 

Intanto Kiev sta continuando i suoi sforzi diplomatici con i paesi stranieri e con le organizzazioni internazionali per porre fine a una rivolta che viene effettivamente foraggiata e appoggiata dall’esterno. Navi Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite, negli scorsi giorni ha preso posizione contro il governo di Kiev, accusando le nuove leggi anti-manifestazione varate in Ucraina che avrebbero portato indietro, udite udite, l’Ucraina a circa vent’anni, ovvero ai tempi del socialismo reale. Il governo ucraino ha ben chiara la posta in gioco, ed è anche per questo che ha lucidamente scelto di non finire impantanato con l’Ue, motivo per cui sta cercando di convincere i diplomatici stranieri presenti a Kiev che supportare l’opposizione servirà solo ad aggravare la situazione. In sostanza pochi o nessuno hanno preso le distanze dalle violenze perpetrate dai manifestanti, in modo analogo a quanto successo ad esempio in Siria, dove i media, ciechi, per mesi hanno cercato di non vedere le violenze commesse dalla parte che hanno scelto essere “buona”. Il bello è che moltissimi dei manifestanti radicali che sfidano le istituzioni e la polizia non sono ragazzi ucraini disperati e pronti a tutto per entrare in Ue, si tratta di nazionalisti radicali di destra, neofascisti, gli stessi che ai tempi della Seconda Guerra Mondiale scelsero l’europeismo della Whermacht e del nazionalsocialismo. Costoro non accettano di certo il comando dell’opposizione moderata, che di conseguenza non può più controllarli.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top