Ucraina. Manifestanti pro-Russia occupano il palazzo della regione a DonetskTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Ucraina. Ancora una giornata di mobilitazione dell’Est contro il governo di Kiev

In Ucraina la tensione resta alta anche nella parte Est del Paese, dove nella città di Donetsk, ostile al governo istallatosi a Kiev, manifestanti pro-Russia hanno occupato il palazzo dell’amministrazione regionale. 

Gli eventi di piazza Maidan al posto di unire l’Ucraina hanno finito per dividerla tragicamente. Ne è la riprova che tutta la parte Est del Paese non riconosce il governo installatosi a Kiev dopo i fatti di piazza Maidan, fatti che in molti derubricano come un vero e proprio golpe attuato dalle frange più estremistiche di destra. Il resto è storia recente, con il rinfocolarsi della guerra fredda Usa-Russia e con il referendum per l’indipendenza della Crimea. Ora a mobilitarsi nuovamente è Donetsk, la principale città dell’Est, vicino al confine russo, dove il Maidan ha avuto ben poco appeal. Qui manifestanti si sono radunati per una manifestazione a supporto dei Berkut, le forze speciali ucraine arrestate perchè accusate delle violenze di piazza Maidan, e hanno assaltato l’edificio dell’amministrazione regionale di Donetsk. Sono più di duemila le persone che si sono radunate in Piazza Lenin proprio nel centro di Donetsk. Qui nessuno ha assaltato la statua di Lenin, i manifestanti pro-russi sono la netta maggioranza, e non vi è traccia dell’Ucraina che ci hanno raccontato in tv. I manifestanti raccoglievano firme per i Berkut arrestati che, secondo loro, sono stati ingiustamente accusati di aver sparato sulla folla dal momento che sono stati diffusi video di intercettazioni con la Ashton e il ministro degli Esteri estone che ammettevano che la responsabilità di aver sparato sarebbe ricaduta sui manifestanti. I manifestanti pro-russi hanno chiesto che venga rispettata la loro autodeterminazione, chiedendo un referendum sulla falsariga di quello in Crimea. Alcuni di loro hanno poi dato fuoco a diverse bandiere naziste, con la componente antifascista molto accentuata nella piazza. Poi dopo che i manifestanti si sono diretti verso i palazzi delle istituzioni, la polizia ha caricato e sono seguiti scontri. Alla fine però alcuni dei manifestanti sono riusciti a sfondare e a penetrare all’interno dell’edificio sostituendo la bandiera dell’Ucraina con quella della Russia. Anche a Luganks alcune migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per manifestare contro la giunta considerata illegale di Kiev e chiedere la liberazione di uno dei leader della protesta, Aleksandr Kharitonov, misteriosamente arrestato a metà marzo. Tumulti anche a Kharkow, dove alcuni manifestanti pro-Mosca si sono scontrati con militanti neofascisti del Right Sektor. 

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