Ucraina. Chi soffia benzina sul fuoco?Tribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Ucraina. Chi soffia benzina sul fuoco?

Ucraina. Chi soffia benzina sul fuoco?

La tensione in Ucraina resta alta con il Paese sempre più diviso tra filoeuropeisti e contrari. Ma quali sono le reali implicazioni in campo? e a chi conviene tutto ciò?

(RIA Novosti / Iliya Pitalev)

Per quale motivo dovrebbe essere necessariamente positivo voler entrare in Ue viste tutte le sofferenze che l’Europa sta portando alle popolazioni europee? A questo mistero nessuno vuole rispondere ma i media continuano, letteralmente, a bombardare con notizie da Kiev che parlano di folle oceaniche anti-russe e amanti dell’Europa che lottano per una non meglio precisata libertà. Il solito schema occidente contro il resto del mondo che fin qui ha sempre ben funzionato nel mobilitare l’opinione pubblica ovunque nel mondo a supporto degli interessi dell’Occidente.  Così si pone l’accento sugli appetiti russi sull’Ucraina tralasciando i legami oscuri che legano i nazionalisti ucraini all’estrema destra europea e agli interessi economici dell’Ue. La sensazione è che in Ucraina si stia giocando una partita molto aspra tra europeisti e russofili, una partita che potrebbe essere molto più ampia dal momento che rischia di dividere il Paese in due parti lungo linee di divisioni anche linguistiche e culturali. E’ ormai risaputo che la Nato guarda a espandersi a Est, mentre la Russia inevitabilmente guarda a Ovest, un conflitto che potrebbe esplodere proprio in Ucraina. In Ucraina infatti la popolazione che abita la Galizia, regione tra Polonia, Ungheria e Romania, e Kiev, sarebbe orientata maggiormente per l’ingresso nell’Ue, mentre invece le regioni vicine alla Russia e alla Moldavia vorrebbero, al contrario, avvicinarsi nuovamente a Mosca. Inoltre in molti ingannano i giovani ucraini filo-Ue facendo cioè credere loro che un ingresso in Ue vorrebbe dire poter emigrare in Europa; invece a Vilnius nel trattato di ingresso all’Ue non è mai stato previsto niente di simile, semmai solo contratti energetici più vantaggiosi per l’Ue.

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