Ucraina. Continua a oltranza la mobilitazioneTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Ucraina. Continua a oltranza la mobilitazione

Le dimissioni del premier Azarov in Ucraina non hanno posto fine alle proteste a Kiev e in Ucraina contro il presidente Yanukovich. La tensione tra le due parti resta altissima e i media occidentali iniziano ad accorgersi che tra i manifestanti di piazza Maidan ci sono anche i neofascisti. 

(Reuters / David Mdzinarishvili)

Le barricate sono ancora lì in piazza Maidan così come tutta la rabbia messa in scena dai manifestanti nei confronti del governo di Kiev di Yanukovich, un governo discutibile, sicuramente autoritario, probabilmente corrotto, ma che fino a prova contraria era stato eletto democraticamente dal popolo ucraino. I media occidentali hanno scelto di guardare con simpatia al popolo in tumulto, forse non volendo vedere quegli ultranazionalisti che in realtà sono scesi in piazza per spaccare tutto sia contro la Russia, sia contro l’Ue. Sono i fan di Bandera,colui che scelse ai tempi della Seconda Guerra Mondiale di combattere dalla parte del Terzo Reich, per intendersi. Ci sono anche i democratici sinceri, i liberali, gli ucraini che vogliono l’Ue, certo, ma senza i “muscoli” dei nazionalisti di estrema destra difficilmente la protesta si sarebbe allargata così tanto assumendo tratti eversivi che hanno guadagnato l’attenzione mediatica mondiale.

In molti agitano lo spettro dell’Europa non tanto perchè vogliono essere europei, quanto perchè vorrebbero usarlo come simbolo per andare contro il governo di Kiev. Così anche la Repubblica dopo giorni di scontri nelle strade di Kiev, si è accorta che evidentemente c’è anche una marea nera per le strade di Kiev, una marea che non ha interesse a trattare col governo, che finalmente ha fatto un passo indietro volendo sedersi al tavolo con l’opposizione. Si tratta di minoranze che vogliono scatenare il caos, lo testimonia il fatto che lo stesso V.Klitschko, leader di Udar, è stato contestato dalla piazza in tumulto perchè voleva discutere con Yanukovich. Dopo le dimissioni di Azarov per certi versi l’opposizione ucraina ha mostrato la vera faccia continuando a fare richieste massimaliste ben sapendo che dall’altra parte, probabilmente, non potranno ottemperarle. Così mentre il mondo trattiene il fiato ci sono ancora troppi che non vogliono vedere che in prima fila ci sono i militanti di Svoboda, che fino al 2004 avevano come simbolo una sorta di svastica. Si tratta di bande impregnate di russofobia, e dunque di razzismo, come sottolineato da Mark Ferretti per il Sunday Times e la Stampa. In molti continuano a parlare di quella ucraina come di una rivoluzione, ma a noi sembra solo un tentativo di guerra civile, peraltro ampiamente ben riuscito.

E intanto si lavora in modo febbrile per ricomporre la crisi, con il Parlamento ucraino che ha emesso un documento con il quale si chiede l’amnistia per tutti i partecipanti delle proteste con l’eccezione dei più radicali e violenti. La proposta dovrà essere votata nelle prossime ore e forse potrebbe aiutare a riportare un pò di calma. Intanto i danni finora commessi dai manifestanti alla città di Kiev ammontano a circa 2,5 milioni di dollari. Gli scontri invece si sono rinfocolati in quel di Lvov, nell’ovest dell’Ucraina, con fazioni dell’opposizione che si sono scontrate tra di loro, con ovviamente i soliti militanti di Svoboda come protagonisti.

 

 

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