Ucraina. Continua il massacro dei giornalisti nell'EstTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Ucraina. Continua il massacro dei giornalisti nell’Est

Ucraina. Continua il massacro dei giornalisti nell’Est

Nonostante una labile tregua si continua a morire nel Donbass, nell’Est dell’Ucraina. A pagare il conflitto anche i giornalisti, che hanno già pagato un amaro tributo di sangue. L’ultima vittima è Anatoliy Klian, giornalista e operatore del primo canale della tv russa, ucciso nei dintorni di Donetsk.

A fare i giornalisti nei luoghi di guerra si sa, si rischia moltissimo. Soprattutto se si decide di andare a filmare davvero quello che succede, ovvero proprio nei luoghi del conflitto, quelli dove si muore appunto. Ne sappiamo qualcosa in Italia con la morte del giornalista Rocchelli, proprio in Ucraina dell’Est, peraltro solo una delle tante vittime tra i giornalisti, persone che cercano di informare mettendo a rischio, realmente, la propria stessa vita. L’ultima vittima si chiama Anatoliy Klian, giornalista e operatore del primo canale della tv russa, rimasto ucciso non lontano da Donetsk, città più importante del Donbass, regione dove da diversi mesi si combatte tra separatisti e soldati del governo di Kiev, militari o la ormai famigerata Guardia Nazionale. Klian si trovava nella autoproclamata Repubblica di Donetsk e stava seguendo i filorussi mentre si accingevano a incontrare le madri di alcuni soldati venuti a chiedere un lasciapassare per i loro figli (fonte Euronews). A quanto sembra dalle prime ricostruzioni una volta sul posto sarebbero partiti dei tiri da parte dei militari che avrebbero ucciso Klian sul colpo, almeno secondo quanto riportato dalla sua emittente. Anche l’autista dell’autobus è stato ferito alla testa, ma è stato in grado di guidare e ha portato in salvo il resto del gruppo. Il primo soccorso è stato prestato dai colleghi, poi Klian è stato portato dal dottore più vicino, ma non c’era più nulla da fare. Insomma un vero e proprio assassinio che ha indotto il ministro degli Esteri di Mosca, Lavrov, ad accusare Kiev di non volere in alcun modo una de-escalation del conflitto, con il chiaro intento di interrompere la tregua. Del resto proprio ieri a Kiev migliaia di persone sono scese in piazza davanti al palazzo presidenziale per una manifestazione organizzata e capeggiata dall’estrema destra nazionalista che chiede l’introduzione della legge marziale nel Donbass e la consegna delle armi ai battaglioni di volontari. Incredibilmente a nessuno sembra interessare che molti di questi presunti volontari siano in realtà membri di organizzazioni parafasciste di estrema destra, russofobe e pronte a usare la violenza.

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