Ucraina. Divampa la rivolta contro il governo di Kiev, cerchiamo di vederci chiaroTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Ucraina. Divampa la rivolta contro il governo di Kiev, cerchiamo di vederci chiaro

Cosa accade in Ucraina? L’opposizione continua la mobilitazione contro il governo a Kiev, dove si sono verificati duri scontri con le forze dell’ordine. I manifestanti hanno assaltato i palazzi del potere e si teme una escalation di violenza dopo che il governo di Kiev ha deciso di raffreddare l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. 

Photo Credit (Reuters / Vasily Fedosenko)

Cosa sta succedendo in Ucraina? Capirlo è difficile anche perchè, come al solito, i media si sono schierati acriticamente a favore delle proteste di piazza dal momento che i manifestanti che hanno affollato le strade di Kiev lo hanno fatto chiedendo al governo ucraino una spinta verso l’integrazione europea. La situazione è degenerata dopo che Kiev ha tirato i freni di emergenza in vista dell’associazione del suo Paese all’Ue. In molti, dietro questa decisione del presidente Viktor Ianukovich, hanno visto la longa manus del Cremlino, con Putin che avrebbe fatto pesare i grandi debiti che l’Ucraina deve nei confronti di Mosca. Questa rivolta di piazza ricorda però molto da vicino quanto si è visto nel 2004 con la rivoluzione arancione filo-occidentale, per questo le perplessità restano d’obbligo, ancor più che l’associazione all’Ue per molti paesi dell’Europa classica, vedi Italia, Grecia, Francia e Spagna, è diventata un autentico incubo.

I manifestanti pro Ue hanno affluito piazza dell’Indipendenza a Kiev nella giornata di domenica, e secondo diverse fonti si parla di centinaia di migliaia di persone affluite per protestare. Nella notte però sono esplosi gli scontri con la polizia, con un bilancio che parla di 165 manifestanti e 140 poliziotti feriti, oltre che di 40 giornalisti contusi nelle ultime 24 ore. I manifestanti hanno letteralmente assaltato i palazzi del potere e gli edifici amministrativi, aumentando il timore che la situazione possa degenerare. Intanto il presidente ucraino Viktor Ianukovich ha chiesto al presidente della Commissione Ue José Barroso di ricevere una delegazione ucraina per discutere alcuni aspetti dell’accordo di associazione. A renderlo noto la stessa Commissione che ha anche voluto precisare come Barroso si sia detto disponibile ad attuare gli accordi sul tavolo, ma non di certo a riaprire i negoziati. Barroso anzi avrebbe intimato a Ianukovich di rispettare tutte le libertà civili e che bisognerebbe “indagare il prima possibile sull’uso della forza da parte della polizia“. Il presidente ucraino dal conto suo ha detto di accettare l’impostazione di base e ha confermato di voler aprire un’indagine sull’uso della forza da parte della polizia. 

In un momento di estrema difficoltà per l’Ue sembra chiaro che i media occidentali abbiano tutto l’interesse a evidenziare le proteste di piazza dal momento che sono appunto pro-Ue. Il caso dell’Ucraina serve quindi a mostrare all’opinione pubblica europea come non vi sia alternativa all’Ue, e come in Europa dell’Est l’opinione pubblica sia abbondantemente pro-Ue, fatto questo tutto da verificare. Questa mattina comunque una colonna di manifestanti ha marciato verso il quartier generale del governo ucraino, circondandolo e dichiarando di voler rimanere lì a oltranza per impedire al governo ucraino di operare normalmente. E’ stato anche annunciato uno sciopero nazionale a partire da lunedì. La richiesta è semplice: le dimissioni del governo, del presidente, e indire nuove elezioni parlamentari il prima possibile.

Il sindaco di Kiev, Aleksandr Popov, ha detto ai manifestanti che hanno occupato gli edifici pubblici di lasciar lavorare gli impiegati, ammonendo che il blocco del lavoro dell’amministrazione potrebbe rimandare i pagamenti nel settore pubblico, le scorte di cibo, acqua, elettricità e altro, rovinando così il lavoro in ospedali, scuole e asili. Ovviamente i pasdaran europeisti additano tutti il Cremlino, colpevole secondo loro di aver fatto affondare l’accordo con l’Ue. Tuttavia il fatto che diversi politici europei si siano fatti coinvolgere nelle proteste in Ucraina premendo per una rivoluzione e per un cambio di regime nel Paese è secondo molti una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite e della legge internazionale, oltre che una violazione della sovranità e della non interferenza negli affari interni di altri Paesi. Del resto i media occidentali hanno oscurato la presenza negli scontri di diversi estremisti di estrema destra che, mascherati e con indosso elmetti, hanno attaccato le forze dell’ordine.

Ovviamente i media occidentali tendono a far capire che la maggioranza degli ucraini sarebbero pro-Ue, ma non vi è alcuna prova di questo. Secondo Mark Almond, professore di storia all’Università di Oxford intervistato da RT, bisognerebbe andarci con i piedi di piombo prima di affermare tutto ciò dal momento che la grande maggioranza degli ucraini sarebbero passivi e disillusi piuttosto che coinvolti nella vicenda. L’Ue, secondo Almond, avrebbe finanziato e supportato piccoli gruppi nazionalisti per creare una situazione pericolosa e potenzialmente eversiva. Insomma secondo i nostri media non deve esistere alcuna alternativa all’Ue, e tutto ciò che va contro questa visione viene automaticamente identificato come negativo.

G.B.

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