Ucraina. Dopo i "Blackwater" arriva la "Greystone"Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Ucraina. Dopo i “Blackwater” arriva la “Greystone”

Ucraina. Dopo i “Blackwater” arriva la “Greystone”

Mentre la tensione in Ucraina dell’Est rimane molto alta, Mosca ha attaccato gli Stati Uniti accusandoli di aver dispiegato a Donetsk almeno 150 esperti americani della Greystone Limited, l’ex Blackwater tristemente nota in Afghanistan e Iraq.

La Greystone Limited è una “private military company”, ovvero una compagnia privata americana che si occupa di addestramento di forze dell’ordine e operazioni di sicurezza ed opera solitamente (come tutte le private military/security companies statunitensi) a contratto col Pentagono, il Dipartimento di Stato o con clienti stranieri approvati dall’amministrazione statunitense. Si tratta di una vera e propria costola della PMC Academi, il nome che dal 2011 ha sostituito il brand “Xe Services”, già ex Blackwater, la famigerata organizzazione che provocò scandali e lutti in Iraq all’epoca dei contractors militari. Mosca ha accusato direttamente Washington di aver inviato a Donetsk ben 150 mercenari della Greystone che si sarebbero peraltro schierati contro i manifestanti filorussi le forze regolari e la neocostituita Guardia Nazionale dell’Ucraina “con la presenza illegale di militanti armati del movimento ultra nazionalista Settore di Destra“. Il ministero degli Esteri russo ha anche definito come allarmante il fatto che le forze paramilitari neofasciste del Settore di Destra siano state affiancate proprio da questi mercenari. In base a quale principio dunque gli Stati Uniti minacciano la Russia accusandola di ingerenze in Ucraina quando hanno inviato mercenari privati ormai da mesi? L’Ucraina inoltre si sta rivelando il terreno ideale per l’impiego di compagnie private soprattutto perché l’impiego di forze regolari russe o di Paesi della Nato innalzerebbe immediatamente la tensione militare. Del resto la presenza di mercenari occidentali in Ucraina è stata largamente denunciata già all’inizio della rivolta di Kiev contro Yanukovich, vedi la telefonata intercettata tra il  ministro degli Esteri estone, Urmas Paet, e Catherine Ashton per l’Ue, nella quale si rivelava che  a sparare sulla folla e sui poliziotti non erano stati cecchini governativi ma bensì vicini ai ribelli. Il 10 marzo inoltre alcuni paramilitari senza insegne ma con equipaggiamento americano sono intervenuti a Donetsk per evacusare i funzionari del nuovo governo ucraino da un edificio amministrativo di Donetsk. Come riportato dal Sole24Ore, in quell’occasione un diplomatico russo  riferì all’agenzia Interfax che 300 operatori statunitensi di compagnie militari private erano arrivati all’aeroporto Boryspil di Kiev. Del resto proprio i contractors americani erano stati inviati al fianco dell’esercito georgiano nell’agosto del 2008, ma ora la stessa tattica sembra essere utilizzata anche da Mosca, vedi le unità impiegate in Crimea a marzo.

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