Ucraina. Dopo il rogo di Odessa il silenzio dei mediaTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Ucraina. Dopo il rogo di Odessa il silenzio dei media

Un bilancio gravissimo di 42 morti a Odessa dopo il rogo della Casa dei Sindacati. Un rogo doloso, appiccato quasi certamente dai militanti filo Kiev che hanno poi chiuso le uscire dall’edificio. Mosca ha accusato direttamente Kiev di aver partecipato direttamente al crimine, ma i media italiani preferiscono parlare di un generico “incendio” esploso dopo generici scontri tra opposte fazioni. 

Sinceramente non pensavamo che la stampa e i media fossero di parte fino a questo punto. Pensavamo che almeno di fronte a un atto deprecabile come quello di un incendio si trovasse almeno la voglia di raccontare quanto successo senza fazionismo di sorta. E invece si scopre che a Odessa, città portuale ucraina di grande importanza, ben 42 persone sono morte soffocate e carbonizzate all’interno della Casa dei Sindacati, morti a causa di un incendio che sarebbe stato propagato dal lancio di alcune molotov da parte di attivisti pro-Kiev, che hanno poi chiuso le porte dell’edificio, realizzando così una autentica strage. E’ come se la stampa italiana e occidentale in generis voglia in qualche modo rifiutare di vedere la realtà perchè questo vorrebbe dire ammettere di essersi sbagliati in modo clamoroso. Un pò quello che è successo in Siria, dove contro Assad oggi combattono milizie di criminali e terroristi.  In Ucraina contro i filorussi sono stati mobilitati mercenari e le milizie de Pravy Sektor, ovvero i neonazisti in prima fila in piazza Majdan. Secondo fonti ucraine a Odessa proprio i miliziani neonazisti avrebbero poi bastonato e torturato le persone che si sono messe in salvo dalla Casa dei Sindacati, anche se per ora abbiamo trovato solo conferme su fonti russe. A seguito della strage le autorità hanno arrestato 130 persone a Odessa, anche se il bilancio potrebbe ben presto aggravarsi. Proprio a Odessa sono stati dichiarati tre giorni di lutto ed è arrivata, guarda un pò, Yulia Tymosachenko, ex premier scarcerata dopo piazza Majdan, non proprio una garanzia di oggettività, e sicuramente non di pace dal momento che le sue posizioni antirusse sono notorie. La Russia ha subito accusato Kiev di aver appiccato il fuoco alla Casa dei Sindacati e il vice presidente del Senato russo, Aleksandr Torshin, ha detto di ritenere necessaria una commissione internazionale per indagare sugli scontri e sull’incendio. Secondo Torschin, tale commissione deve comprendere Paesi che non sono coinvolti nel conflitto ucraino. Dopo quello che è successo a Odessa, sullo sfondo dell’aperta spirale di conflitto nel sud-est del Paese, non capiamo di che elezioni stanno parlando Kiev, le capitali europee e Washington“, ha detto i portavoce di Putin, Dmitry Peskov. Incredibilmente però nessuno prende posizione contro quanto successo a Odessa, come se i morti filorussi, dopotutto, valessero ben poco. La situazione dunque rischia di diventare fuori controllo, con  l’Ue che ormai si rifiuta persino di guardare la realtà, facendo finta di non vedere i nazisti che sono stati risvegliati dall’Occidente. Intanto 42 persone sono state bruciate vive nella Casa dei Sindacati, in Ucraina sembrano ritornati i tempi del Terzo Reich.

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