Ucraina. Ecco che specula sulla rivolta di KievTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Ucraina. Ecco chi specula sulla rivolta di Kiev

Rivolta spontanea oppure fomentata dall’esterno? Molti elementi lasciano pensare che ci sia la longa manus americana sulla situazione in Ucraina, con Washington che ha lanciato un chiaro messaggio a Mosca non esitando a ricorrere ai nazionalisti di destra più estremisti pur di conseguire i propri interessi.

C’è poco da dire, quando una decina di giorni prima di Natale il repubblicano McCain si è presentato a Kiev visitando le barricate dei manfiestanti in piazza Maidan, in molti hanno capito chiaramente che gli Stati Uniti avessero in Ucraina dei chiari interessi strategici ed economici. Del resto le cosiddette rivoluzioni colorate hanno significato proprio questo, allontanare Mosca in modo da fare gli interessi della Casa Bianca, e in Ucraina lo scenario che abbiamo visto negli ultimi mesi sembra confermare questo piano strategico. Gli Stati Uniti hanno quindi voluto sfidare il Cremlino come ai tempi della Guerra Fredda, ma la novità è che a Mosca non c’è più un uomo prono agli usa come Eiltsin, bensì Vladimir Putin, un leader politico che ha fatto proprio del rilancio della potenza russa uno dei principali punti del proprio programma politico.

Nella giornata di ieri, nel corso della conferenza tenutasi a Monaco, il segretario di Stato americano John Kerry, non ha usato giri di parole: “In nessun posto la lotta per un futuro  democratico ed europeo è importante quanto in Ucraina. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea sono al fianco del popolo ucraino in questa lotta”. Come mai proprio l’Ucraina è facile capirlo, si tratta di uno snodo strategico a due passi dalla Russia, e sottrarlo all’ombra del Cremlino, per gli americani, sarebbe un bel colpo. Pur di destabilizzare il governo di Yanukovich l’Occidente ha messo su un apparato mediatico di prim’ordine che bombarda continuamente i cittadini con le immagini della presunta brutalità della polizia ucraina contro manifestanti pacifici e democratici. Peccato che le bugie abbiano le gambe corte e il bluff non è durato a lungo, dopo un pò tutti hanno visto che quei “ragazzi di Kiev” altro non erano che estremisti di destra, con Svoboda, il partito ultranazionalista protagonista delle mobilitazioni, che è alleato con Forza Nuova e ha sulla crisi in Ucraina una posizione tutta sua: “Il punto sostenuto nelle proteste non è quello dell’ integrazione con l’ Unione Europea ma la liberazione dell’ Ucraina dall’ amministrazione “coloniale” portata avanti dalle forze governative filo-russe”. Del resto fosse per loro l’Ucraina avrebbe scelto l’alleanza con il Terzo Reich, ben si capisce quindi l’odio nei confronti della Russia. Voloshy, il leader di Svoboda, sembra avere le idee confuse anche in merito alla natura dell’Europa dal momento che ha dichiarato che gli aspetti positivi dell’unione all’Ue sarebbero “soprattutto di natura economica“, mentre quelli negativi “sono rappresentati senz’ altro dalle politiche di indebolimento delle istituzioni tradizionali come la Famiglia e la Chiesa, il consumismo, il multiculturalismo e l’ immigrazione incontrollata dai paesi esterni all’ Unione”. Quando forse si potrebbe dire che è vero il contrario. 

Del resto i media occidentali continuano, assieme a politici e opinion leaders, a propagandare un’idea del presidente ucraino Viktor Yanukovich come quella di uno spietato dittatore, con addirittura l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine  Ashton che si è detta allarmata per la violenza e per i casi di intimidazione e tortura”. Inutile dire che tutto ciò non ha sicuramente fatta contenta Mosca, che ha voluto rispondere a tono con  il ministro egli Esteri Sergei Lavrov: “Cosa ha a che fare l’incitamento alla protesta violenta di piazza con la promozione della democrazia? Perche’ non sentiamo la condanna di quelli che occupano gli edifici del governo ed attaccano la polizia ed usano slogan razzisti, nazisti ed antisemiti?”. Già, bella domanda, cosa sarebbe successo se Lavrov o Putin avessero cominciato a finanziare e apprezzare i manifestanti greci autori degli scontri ad Atene contro la Troika ormai due anni fa? E soprattutto, come è possibile che nessuno si chieda chi coordini e finanzi la rivolta di Kiev dove, come per magia sono arrivati ultras polacchi e bielorussi e soprattutto i veterani serbi di Otpor, che tanto per chiarire sono quelli che destituirono Slobodan Milosevic a Belgrado dopo essere stati addestrati da un ex generale della Nato.

Gracchus Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top