I cecchini avrebbero sparato da un edificio sotto controllo dei manifestanti di piazza MaidanTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Ucraina. I cecchini avrebbero sparato da un edificio sotto controllo dei manifestanti di piazza Maidan

Dopo l’ormai nota telefonata tra il ministro degli Esteri estone e Catherine Ashton che attribuisce la responsabilità dei cecchini ai manifestanti, ora il capo dei servizi ucraini ha confermato che i cecchini che hanno sparato sulla folla in piazza Maidan lo avrebbero fatto da un edificio sotto il controllo dell’opposizione. 

A conferma dei dubbi che sono montati dopo quanto successo a piazza Maidan, e soprattutto alla luce della intercettazione che ha colpito la Ashton e che inchioda i manifestanti di Kiev alle loro responsabilità, ora anche il capo dei servizi di sicurezza ucraini ha confermato che gli ormai famigerati cecchini avrebbero sparato da un edificio sotto controllo dei manifestanti. I proiettili che hanno ucciso manifestanti e agenti di polizia sono stati sparati da un edificio che era controllato dall’opposizione di piazza Maidan. Lo ha detto Alekasandr Yakimenko, capo dell’intelligence ucraina,  ai microfoni russi di Russia 1 Channel. In particolare l’edificio incriminato sarebbe stato controllato dalle forze del cosiddetto “Comandante” delle forze ai autodifesa del Maidan, Andrey Parubiy, il quale dopo il colpo di Stato è stato eletto col ruolo di Segretario della Sicurezza Nazionale e del Consiglio di Difesa dell’Ucraina, una sorta di medaglia al valore conquistata “sul campo”. Non solo, sempre secondo Yakimenko, Parubiy sarebbe stato in contatto con le forze speciali degli Stati Uniti per coordinare l’assalto. “I colpi sono provenuti dal Conservatorio. Il comandante di Maidan Parubiy era il responsabile per quella costruzione. I cecchini e la popolazione con le armi automatiche hanno lavorato da questo palazzo il 20 febbraio.”, ha detto Yakimenko nel corso dell’intervista concessa alla televisione russa. “Quando la prima ondata di spari è terminata, molti hanno visto una ventina di persone lasciare l’edificio”, ha precisato, sostenendo che erano ben equipaggiati con abiti militari, fucili d’assalto e altro materiale. Non solo poliziotti, ma anche alcuni manifestanti e membri del partito di Klitschko Udar li avrebbero visti secondo Yakimenko. Secondo lui inoltre questi cecchini sarebbero stati stranieri e Parubiy sarebbe un membro di un gruppo pesantemente influenzato e controllato dai servizi americani: “Queste erano le forze che hanno realizzato tutto quello che gli è stato detto dalla loro leadership, gli Usa“, ha spiegato Yakimenko, che ha anche accusato che i leaders di piazza Maidan praticamente vivevano nell’ambasciata americana in quei giorni. Durante il massacro secondo Yakimenko, i leader dell’opposizione lo avrebbero contattato chiedendogli di mobilitare le forze speciali per trovare in flagrante i cecchini nei palazzi del centro di Kiev, ma Parubiy ha fatto in modo che non accadesse. “Il Right Sektor e Svoboda mi hanno chiesto di utilizzare le truppe speciali per rupulire questi palazzi dai cecchini“, ha detto Yakimenko, confermando che le truppe ucraine erano pronte a fare irruzione per eliminare i cecchini. A fermare l’operazione sarebbe stato Parubiy, e alla fine il bilancio di quel giorno di guerra è stato di 100 persone uccise e 900 ferite. Le autorità dell’auto-proclamato governo di Kiev sostengono che sia stato Yanukovich a ordinare ai cecchini di sparare sulla folla, ma i recenti sviluppi hanno mostrato l’inconsistenza di questa posizione. Mosca infatti ha suggerito di cominciare una indagine sui crimini perpetrati in quei giorni dall’opposizione armata.

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