Ucraina. I separatisti chiedono l'invio dei caschi blu per fermare una catastrofe umanitariaTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Ucraina. I separatisti chiedono l’invio dei caschi blu per fermare una catastrofe umanitaria

Ucraina. I separatisti chiedono l’invio dei caschi blu per fermare una catastrofe umanitaria

Degenera sempre più la situazione in Ucraina dove per impedire quella che si configura come una vera e propria “catastrofe umanitaria” nel #Donbass i separatisti hanno chiesto all’ #Onu l’invio dei caschi blu per “controllare il rispetto degli accordi raggiunti”. 

Nel Donbass è sostanzialmente in atto una vera e propria “catastrofe umanitaria” che ha già provocato decine di migliaia di sfollati e centinaia di morti. Nonostante questo l’Occidente continua a incolpare a senso unico la Russia per aver causato la crisi in Ucraina quando, al contrario, ha sponsorizzato attivamente la rivolta del “Maidan” che ha dato origine a tutto questo. In questi mesi poco o nulla è stato fatto per disarmare i gruppi di neonazisti che combattono nel Donbass per conto del governo di Poroschenko, e poco o nulla è stato fatto per impedire i combattimenti quotidiani che da settembre, ovvero da quanto sono stati siglati i patti di Minsk per il cessate-il-fuoco, uccidono qualcosa come 13 persone al giorno. Il Donbass è una regione ormai di guerra, dove Kiev ha persino sospeso ogni tipo di servizio erogato dallo Stato, e quindi dalla Sanità all’Istruzione, volendo quindi colpevolizzare la popolazione civile in modo inaccettabile. Anche per questo motivo per impedire l’aggravarsi della catastrofe umanitaria i separatisti del Donbass hanno deciso di chiedere all’Onu l’invio di un contingente di pace con il patrocinio di Mosca. L’obiettivo è quello di controllare il rispetto degli accordi di Minsk, mentre l’Occidente accusa a senso unico solo Mosca di averli violati. Solo nelle ultime 24 ore sono morti tre civili in un quartiere vicino all’aeroporto dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, teatro da mesi di violenti scontri tra l’esercito di Kiev e i ribelli. Secondo le autorità di Kiev Mosca vorrebbe provocare una guerra su larga scala ma nessuno fa notare che i battaglioni punitivi di Kiev non si sono mai ritirati continuando a martellare il territorio dei separatisti con attacchi quotidiani. Non solo, la retorica del governo di Kiev non riconosce i propri avversari del Donbass trattandoli alla stregua di “terroristi” e destituendoli quindi di ogni credibilità e dignità. Proprio nei giorni scorsi del resto l’Ocse stessa aveva accusato l’esercito di Kiev di aver sparato contro un convoglio, a testimoniare che in questo conflitto è davvero difficile credere alla retorica occidentale che ci presenta i soldati ucraini come “buoni”. I separatisti hanno deciso di chiedere una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e al momento sono 4.300 le vittime accertate del conflitto nell’Est dell’Ucraina cominciato lo scorso aprile. Da settembre a oggi sono già morte oltre un migliaio di persone e si continua a combattere senza tregua.

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