Ucraina. Il massacro di civili che l'Occidente non riconosceTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Ucraina. Il massacro di civili che l’Occidente non riconosce

Ancora sangue in Ucraina dell’Est dove l’esercito di Kiev utilizza artiglieria e armi pesanti contro civili. Il 28 luglio l’esercito ucraino ha colpito una casa di riposo di Lugansk uccidendo persone inermi. Il giorno dopo Jennifer Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato, ha dichiarato di non avere informazioni su morti civili. 

La banalità del male. Siamo di fronte a qualcosa di terribile, al massacro deliberato di innocenti, di famiglie innocenti, un massacro continuo, quotidiano che però non interessa assolutamente nulla ai nostri governanti. Il governo americano ha di fronte a questo massacro delle responsabilità enormi in quanto è stata proprio la Casa Bianca a riconoscere il golpe del Majdan di febbraio, è stata la Casa Bianca a dare una sorta di “salvacondotto” alle forze di Kiev, sapendo perfettamente che tra le sue fila si trovavano e si trovano anche bande di neonazisti. Quanto successo il 28 luglio a Lugansk, città importante nell’Ucraina dell’Est, lascia comunque basiti. L’esercito di Kiev ha colpito con mortai ed artiglieria una casa di riposo piena di malati e ha compiuto una strage di persone inermi, una strage largamente ignorata dai media e di cui siamo venuti a conoscenza grazie al paziente lavoro di Giulietto Chiesa e della sua PandoraTv.  La cosa che ci preoccupa di più però è che nessuno abbia preso le distanze da tutto questo, non solo, Jennifer Psaki, la portavoce del Dipartimento di Stato Usa, ha avuto l’ardire di dichiarare il giorno dopo la strage di non avere informazioni su morti civili in Ucraina dell’Est. Questo significa quindi, ammesso che sia vero, che negli Stati Uniti hanno preso decisioni senza nemmeno informarsi, solamente in chiave anti-russa, utilizzando quindi un intero popolo come cavia per i propri interessi. E dire che le immagini di intere cittadine rase al suolo in Ucraina dell’Est sono facilmente reperibili, così come i dati ufficiali che parlano di almeno 1100 morti dall’inizio delle operazioni. Eppure Obama e soci continuano ad addossare ogni colpa alla Russia di Putin, e questo la dice lunga sulle aspirazioni di pace e cooperazione dell’Occidente. Intanto sempre nell’indifferenza generale membri del Partito Comunista Ucraino, dichiarato fuorilegge, continuano a subire rapimenti, pestaggi e intimidazioni nella totale indifferenza dell’Occidente “democratico” che, proprio come come settant’anni fa in Spagna, preferisce chiudere gli occhi di fronte alla banalità del male.

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