Ucraina. Introdotta la tassa di guerraTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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Ucraina. Introdotta la tassa di guerra

Kiev ha approvato l’introduzione di una tassa di guerra pari all’1,5% di tutti i redditi soggetti ad imposta fino al 1 gennaio 2015. Questo nonostante l’Ucraina sia un Paese ormai vicino alla bancarotta. 

E meno male che Yanukovich era accusato di fregarsene dei propri cittadini; tutto se ci pensate era cominciato così, accusando l’ormai ex presidente ucraino di aver governato contro i propri stessi cittadini. Da allora c’è stato il Majdan con la rivoluzione di piazza egemonizzata dagli estremisti nazionalisti di estrema destra e la cacciata di Yanukovich sostituito da una Giunta che ha cominciato una retorica bellica antirussa violenta e capillare. Da allora l’economia ucraina è peggiorata velocemente portando Kiev vicino alla bancarotta ma l’Ucraina non ha affatto cercato la pacificazione alzando il tiro contro l’Ucraina dell’Est insorta contro la natura di estrema destra del nuovo governo, confermato da delle presidenziali che hanno finito per eleggere quel Poroschenko oligarca del cioccolato che ha subito rilanciato la guerra contro il Donbass con tanto di promesse di riconquiste della Crimea, il che tradotto significa aprire a una guerra mondiale dal momento che a quel punto Mosca non potrebbe esimersi dal reagire. E al posto di stanziare milioni per l’economia ucraina che ne avrebbe tanto bisogno, Kiev ha appena deciso di introdurre una tassa di guerra pari all’1,5% di tutti i redditi soggetti ad imposta che rimarrà in vigore fino al 1 gennaio 2015. La tassa è stata votata con il sostegno di una grande maggioranza, segno che a Kiev intendono continuare la guerra contro l’Ucraina dell’Est a oltranza. Non solo, il Parlamento ucraino ha anche approvato il bilancio del Paese e ha deciso di mantenere in carica il primo ministro  Arseniy Yatseniuk, che aveva rassegnato le dimissioni. Nemmeno una settimana fa i deputati avevano detto no alla possibilità di aumentare le tasse per finanziare la guerra, ma ora, improvvisamente, le cose sembrano cambiate. Yatseniuk aveva rassegnato le dimissioni proprio per via del rifiuto dei parlamentari di aumentare le tasse per finanziare la guerra, ma ora lo stesso parlamento gli ha dato la fiducia, facendo così sprofondare Kiev nella spirale bellica. Il presidente Poroshenko  dal conto suo si è detto soddisfatto del nuovo finanziamento alla guerra, che secondo le stime di Kiev costa al paese circa 4,5 milioni di euro al giorno.

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