Ucraina. Kiev continua a provocare MoscaTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Ucraina. Kiev continua a provocare Mosca

Ucraina. Kiev continua a provocare Mosca

Dopo l’assalto all’ambasciata russa di Kiev di sabato si moltiplicano le provocazioni nei confronti di Mosca, come se l’Ucraina volesse costringere la Russia a fare un passo falso. Il Cremlino intanto chiede il pagamento degli arretrati del gas, e il rischio è una crisi energetica che avrebbe ripercussioni molto gravi anche per l’Europa.

Se uno avesse voglia di mettere tutte insieme le provocazioni effettuate dall’Ucraina ai danni della Russia la lista sarebbe molto ma molto lunga. Basti su tutti il caso di Andrii Dechtchitsa, capo della diplomazia ucraina che in un filmato trasmesso da alcune emittenti locali è stato immortalato mentre incitava la folla di manifestanti arrabbiati che era in piazza davanti all’ambasciata russa al grido di “Putin è uno stronzo“. I manifestanti ucraini nazionalisti hanno letteralmente devastato l’ambasciata russa senza che nessuno in Europa e negli Stati Uniti abbia pensato di prendere le distanze dal gesto e tirare le orecchie a Kiev, dove Poroschenko ha ricevuto evidentemente la licenza di usare le maniere forti sia nel Donbass che nei confronti della Russia. Inevitabili le reazioni piccate della Russia, con il capo della commissione affari esteri della Duma, Alexei Pushkov, che ha scritto su Twitter: “Poroshenko dovrebbe cambiare il suo ministro degli Esteri, lui non sa controllarsi“. Il vice ministro degli Esteri, Konstantin Dolgov invece ha attaccato sostenendo che i recenti fatti di Kiev hanno svelato la vera natura di chi ha preso il potere in Ucraina: “Questo dimostra ancora una volta la cultura politica, o meglio la mancanza di cultura delle persone che sono al potere a Kiev“. Dechtchitsa ha provato ad arrampicarsi sugli specchi sostenendo di aver detto quelle frasi per ridurre la tensione: “La mia dichiarazione era per esprimere paficicamente la mia insoddisfazione, in questo momento, la cosa principale era quello di tenere a bada la gente per non consentire altre violenze, e sono riuscito a farlo“, ha detto a Radio Echo Mosca.  Davvero incredibile come l’Occidente accusi a senso unico la Russia di volere la guerra e non dica al contrario assolutamente niente contro gesti di questo tipo.

Intanto la crisi del gas viene a sua volta strumentalizzata da Kiev con il premier Yatseniuk che ha colto l’occasione per attaccare a sua volta la Russia. Secondo il premier infatti il mancato accordo sulle forniture di gas altro non sarebbe che parte del piano russo per “violare l’indipendenza ucraina”. Peccato che Mosca debba ricevere dalle casse di Kiev qualcosa come due miliardi di dollari di debito per il gas, e che i russi in realtà abbiano solamente chiesto il pagamento anticipato per le prossime forniture. E’ evidente come qualcuno a Kiev voglia provocare la Russia per far saltare il banco, e la cosa incredibile è che nessuno nè l’Ue nè gli Stati Uniti, sembrano prendere le distanze da questo goffo tentativo di provocare Putin. Ora rimarrà l’estate per trovare un’intesa sul gas dopo l’annuncio della sospensione delle forniture da parte di Mosca, con Kiev che ha comunque rassicurato di essere in grado di far fronte alle necessità del Paese, anche se non ci crede più nessuno. Voglio sottolineare che da parte ucraina siamo pronti ad affrontare questa situazione” ha detto il Ministro dell’Energia ucraino Yuri Prodan. “Oggi siamo in grado di assicurare le forniture di gas per gli utenti ucraini e assicureremo egualmente il transito di gas verso i Paesi europei”. L’Ucraina ha rifiutato le nostre proposte. Lo interpretiamo come un atteggiamento assolutamente non costruttivo in rapporto al contratto già firmato ed in vigore sin dal 2009” ha detto in risposta il Ministro dell’Energia russo Alexander Novak. Insomma l’Ucraina al posto che pagare i debiti preferisce accusare Mosca di avere appetiti su Kiev perchè chiede gli arretrati, il tutto con l’avallo di Ue e Usa. 

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