Ucraina. Kiev manda le forze speciali a Sloviansk, seguono gravi scontri e sparatorieTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Ucraina. Kiev manda le forze speciali a Sloviansk, seguono gravi scontri e sparatorie

Ucraina. Kiev manda le forze speciali a Sloviansk, seguono gravi scontri e sparatorie

Il governo autonominatosi di Kiev ha inviato le forze speciali a Sloviansk, nella provincia orientale di Donetsk, per rimuovere i blocchi stradali dei filorussi.  Ne sarebbero seguiti scontri e sparatorie con i manifestanti sia a Sloviansk che nella città di Kramatorsk, il tutto mentre i cittadini filorussi continuano a scendere in piazza in tutta l’Ucraina dell’Est. 

Ancora tensione, ancora scontri in Ucraina dove tutte le regioni dell’Est sono sostanzialmente mobilitate contro il governo di Kiev che molti, non a torto, definiscono golpista. Inutile ricordare quei giorni in cui sull’onda delle violenze di piazza il legittimo presidente Yanukovich fu costretto ad abbandonare la Capitale, ciò che conta è che intere regioni non riconoscono il nuovo governo ucraino. I cittadini sono scesi in piazza, a Donetsk come in tutte le principali città, da Lugansk fino a Kharkow, e ora i manifestanti filorussi hanno occupato anche un commissariato nella città orientale di Sloviansk, a poche miglia da Donetsk. Il governo di Kiev ha quindi deciso di inviare le forze speciali a Sloviansk ufficialmente per rimuovere dei blocchi stradali e non è chiaro cosa sia poi successo e quale sia stato l’esito di questo blitz dal momento che diversi messaggi sui social network parlano di sparatorie in città e di possibili morti e feriti da entrambe le parti. L’operazione è arrivata all’indomani di una riunione di tre ore del Consiglio di Sicurezza ucraino sull’emergenza nell’Est. E’ stato proprio il ministro degli Interni Avakov a sostenere che l’intervento delle forze dell’ordine di Kiev avrebbe causato morti e feriti da entrambe le parti. In tutto questo gli Stati Uniti continuano a minacciare con John Kerry, segretario di Stato Usa, che ha avvertito che se Mosca “non prenderà misure per ridurre la tensione non ritirerà le sue truppe dal confine” dovrà affrontare non meglio specificate “ulteriori conseguenze“. Come a dire che Mosca non può nemmeno dispiegare il proprio esercito a piacimento sul proprio territorio. Addirittura ridicole poi le accuse di Kerry a Mosca di aver orchestrato i tumulti nell’Est dal momento che proprio l’Occidente ha foraggiato in tutti i modi piazza Majdan. E infatti, manco a dirlo, la Casa Bianca ha annunciato che il vicepresidente Usa  Joe Biden sarà a Kiev il 22 aprile per esprimere il sostegno americano al governo ucraino. Insomma i due pesi e due misure americani raggiungono quasi il parossismo con la Russia che viene accusata sostanzialmente di realizzare le stesse politiche degli Stati Uniti in Ucraina, con la differenza che la Russia ha una storia correlata a quella di Kiev mentre Washington si trova a decine di migliaia di chilometri da Kiev.

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