Ucraina. Kiev manda l'esercito nell'Est, ma è solo "anti-terrorismo"Tribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Ucraina. Kiev manda l’esercito nell’Est, ma è solo “anti-terrorismo”

Ucraina. Kiev manda l’esercito nell’Est, ma è solo “anti-terrorismo”

Cominciata l’operazione militare di Kiev contro l’Ucraina dell’Est con tanto di blindati e aerei. Ci sono anche i primi morti ma per i media dell’Occidente sembra essere tutto “normale”, anche utilizzare aerei da guerra contro manifestanti ucraini perchè sono Casa Bianca e Ue a decidere chi sono “terroristi” e chi “cittadini”. Due mesi prima invece Usa e Ue ammonivano Kiev dall’utilizzare la polizia contro i “manifestanti” del Majdan. Anche queste sono le nuove “Media Wars”, dove i “buoni” diventano di volta in volta coloro che fanno gli interessi di qualcuno. 

L’ora X è arrivata. Kiev ha ordinato l’invio dell’esercito in Ucraina dell’Est dopo che migliaia di manifestanti sono scesi in piazza nelle scorse settimane da Donetsk fino a Kramatorsk, chiedendo sostanzialmente l’indipendenza da Kiev. Se uno analizzasse la situazione ora senza tenere conto dei fatti pregressi potrebbe anche essere d’accordo che Kiev sarebbe autorizzata a intervenire per riportare l’ordine nel suo territorio, peccato che per capire quello che succede n Ucraina bisogni fare un piccolo passo indietro, a febbraio, quando in piazza Majdan migliaia di manifestanti con neonazisti e neofascisti in prima fila hanno letteralmente assaltato i palazzi del potere, non lesinando l’uso della violenza, vedi le vittime tra le forze dell’ordine. In quell’occasione l’Occidente si era schierato in modo acritico e superficiale con la piazza, definendo Yanukovich come il “dittatore” di turno e ammonendo Kiev dall’utilizzare la violenza per reprimere le violenze di piazza. Il resto lo sapete, i cecchini che hanno sparato sulla folla (peccato che poi si scoprì che a portare i cecchini furono gli stessi manifestanti, vedi intercettazione Nuland- ministro degli Esteri estone Paet) costruendo il pretesto per la cacciata di Yanukovich e per l’imporsi della nuova giunta capeggiata da Oleksandr Turcinov. Inutile dire che nessuno ha votato questa giunta, inutile dire che questa giunta non è imparziale dal momento che non ha in alcun modo tutelato le violenze subite dai comunisti e dalle minoranze da parte delle milizie neonaziste del Pravij Sektor e compagnia.

Due Pesi e due Misure.

Ironia della sorte i cittadini dell’Ucraina dell’Est, russofoni per la maggioranza, non hanno lo stesso diritto dei coloro connazionali occidentali dal momento che a loro è stato concesso di armarsi e di prendere il potere mentre a loro no. Anzi, il loro scendere in piazza per ribellarsi alla giunta di Kiev viene definito come “terrorismo” senza che nessuno osi alzare una voce contraria. Insomma a Donetsk come in Crimea, a Kramatorsk come a Lugansk viene negato dai media occidentali che la gente non voglia in alcun modo sottostare alla Giunta di Kiev, così si decide che deve essere per forza la “Russia cattiva” a inviare provocatori e militari per sobillare la popolazione, come se gli ucraini dell’Est siano privi del libero arbitrio. Nella giornata di oggi è cominciata la tanto sbandierata campagna “anti-terrorismo” promessa da Kiev con tanto di carri armati, colonne di soldati e aerei da guerra. Non solo, ci sarebbero già anche i primi morti ma sembra quasi normale per l’Occidente “democratico” che ha deciso di appoggiare Kiev costi quello che costi, magari facendo finta che in prima fila ci siano neonazisti che vorrebbero uccidere tutti i russi e gli ebrei. Così mentre Gheddafi e Assad vengono definiti “criminali” perchè avrebbero utilizzato gli aerei “contro il loro stesso popolo”, non prendendo posizione contro Kiev che ha utilizzato gli aerei contro i filorussi a Kamatorsk se ne deduce, evidentemente, che gli ucraini dell’Est non sono la stessa cosa di quelli dell’Ovest, bensì dei figli di “un Dio minore“. Insomma a decidere se sono “terroristi” o “partigiani” ci pensano la Casa Bianca e l’Unione Europea, e poco importa se nell’Ucraina dell’Est sono già morte delle persone, forse undici, a causa proprio dell’intervento di Kiev.  Si va dunque verso una guerra civile, ma è opportuno ricordare che se guerra civile sarà, a volerla sarà stato l’Occidente che ha deciso di ingerire negli affari interni di un Paese solo per fare i propri interessi dimostrando così un cinismo preoccupante.  In tutto questo mentre Brennan, il capo della Cia, banchettava a Kiev intrattenendosi con il “nuovo” governo, qualcuno in Occidente ha il coraggio di accusare la Russia di voler annettere l’Ucraina dell’Est. Nessuno invece ha il coraggio di parlare dell’intercettazione della Nuland e di quella della Tymoschenko, dove l’eroina ucraina antirussa parlava di “uccidere con l’atomica” otto milioni di russofoni. Due pesi e due misure, all’americana, of course.

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