Ucraina. Kiev si ritira da DebaltsevoTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Ucraina. Kiev si ritira da Debaltsevo

Dopo intensi combattimenti i soldati di Kiev intrappolati nella sacca di #Debaltsevo si starebbero ritirando, lo ha ammesso lo stesso comandante del battaglione Donbass mentre altre fonti segnalano come i soldati ucraini si stiano arrendendo in massa. E dire che il governo di Kiev fino a pochi giorni prima ha sempre negato l’esistenza della sacca di Debaltsevo. Intanto i ribelli avrebbero anche cominciato il ritiro di armi pesanti dal fronte seguendo l’accordo di Minsk, mentre le autorità del Donbass aprono un procedimento penale nei confronti del governo ucraino per la guerra in Ucraina dell’Est. 

Photo Credit © AFP 2015/ ANATOLII STEPANOV

A Kiev hanno cercato di negare in tutti i modi che circa settemila soldati ucraini fossero rimasti intrappolati nella cosiddetta sacca di Debaltsevo, località strategica e di importanza chiave in quanto permette di unire i territori della Repubblica Popolare di Donetsk con quella di Lugansk. Qui si è combattuto senza sosta, giorno e notte, mentre a Minsk i “grandi” della terra si incontravano per fissare un cessate il fuoco che ponesse in qualche modo fine ai combattimenti. A Debaltsevo però si è combattuto senza sosta dal momento che i soldati ucraini circondati si sono rifiutati di accettare un corridoio per il ritiro e di arrendersi, e nella giornata di ieri le forze dei separatisti russi sono riuscite a sfondare penetrando nello strategico nodo ferroviario e combattendo casa per casa. I giornalisti presenti sul posto hanno confermato lo sfondamento della linea e anche Semen Semenchenko, deputato di Kiev che guida il famigerato battaglione Donbass accusato di diverse violazioni dei diritti umani, ha ammesso il ritiro delle truppe ucraine. Una inviata della tv ucraina indipendente Hromadske ha ammesso di aver visto decine e decine di soldati ucraini arrendersi e ritirarsi sui blindati. Maksym Leshcenko, capo dello staff dell’amministrazione dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, ha invece riferito che centinaia di soldati ucraini si starebbero arrendendo proprio in questo momento a Debaltsevo. Insomma si tratterebbe di una sconfitta clamorosa per Kiev che mostrerebbe l’incapacità anche dal punto di vista militare di avere ragione del Donbass che ha deciso di non accettare il Golpe avvenuto l’anno scorso a Kiev contro Yanukovich. Intanto i separatisti filorussi avrebbero anche cominciato il ritiro delle armi pesanti dalle altre zone del Donbass, seguendo quindi gli accordi di Minsk. A confermare il ritiro in atto oltre alle fonti di Donetsk, anche l’agenzia Dan-news. Come se non bastasse il procuratore generale della Dnr avrebbe aperto un procedimento penale nei confronti del governo di Kiev, ritenuto responsabile della guerra nel Donbass. Il presidente ucriano, Petro Poroshenko, il premier, Arseni Yatseniuk, il segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale e di Difesa, Olexandr Turchinov sono stati tutti indagati per aver avviato una vera e propria guerra di aggressione contro le regioni russofone. Tale procedimento è basato sull’articolo 423 del codice penale della Dnr e suggerisce che il governo ucraino abbia organizzato l’invasione del Donbass da parte di gruppi armati illegali e neonazisti senza cercare in alcun modo un accordo con le popolazioni di Lugansk e Donetsk.

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