Ucraina. Kiev verso il vicolo cieco del fallimento?Tribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Ucraina. Kiev verso il vicolo cieco del fallimento?

A distanza di mesi dal “Maidan” l’Ucraina attraversa ancora una fase molto difficile nella quale la democrazia promessa sembra un lontano miraggio e l’ombra di un nuovo Golpe aleggia sul governo di Poroshenko. Per non parlare dei gruppi di estrema destra che continuano indisturbati ad agire nel Paese.

Sono passati ormai diversi mesi dall’ubriacatura del Maidan, quando una stampa occidentale completamente asservita agli interessi Nato e americani ha divulgato notizie completamente parziali sui fatti di piazza accaduti in quel di Kiev, in Ucraina, dove il legittimo (legittimo nel senso che era stato regolarmente eletto) presidente Yanukovich è stato rovesciato in quello che si può tecnicamente configurare come un autentico golpe eterodiretto. Eterodiretto in quanto personaggi come John McCain si sono recati in piazza per arringare i “giovani ucraini” contro il dittatore, e poco importa se in piazza tutto il mondo ha visto in azione i neonazisti nipotini di Stepan Bandera, il collaborazionista delle Ss ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

La “Luna di miele” però tra Europa e Ucraina sembra essere ormai tramontata, e il nuovo governo ucraino ha mostrato tutta la sua inconsistenza al punto che lo spettro del fallimento dello Stato starebbe diventato reale. Secondo l’editorialista di Bloomberg, Leonid Bershidsky, l’Ucraina starebbe rischiando di diventare un vero e proprio Stato fallito. A oltre un anno dalla “rivoluzione” l’Ucraina sembra diventare sempre più un regime in bancarotta e corrotto, al punto che secondo l’analista “Non è sorprendente che nei rapporti tra Kiev e l’Occidente, di importanza significativa, ci siano delle crepe“. Tutte le riforme promesse non hanno migliorato l’economia ucraina e non hanno cambiato il corrotto sistema giudiziario con solo l’economia sommersa in netta crescita. Non solo, il Fondo Monetario Internazionale prevede una recessione dell’economia all’11%, al punto che  l’inviato speciale delle Nazioni Unite sulla giustizia Christof Heyns in visita nel Paese ha ammesso candidamente che Kiev si trova in un “vuoto di responsabilità”.

Ma il fatto più grave di tutti è che le autorità ucraine non hanno indagato in alcun modo di fatti violenti che accompagnarono il Maidan, non facendo luce sugli assassinii, i pestaggi e la vergognosa strage dell’incendio doloso alla Casa dei Sindacati di Odessa. Non solo, il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU, servizi segreti) viene accusato di operare “al di sopra della legge” e  i membri del governo vicini al presidente Poroshenko sono considerati corrotti e poco affidabili. Intanto però proprio il presidente Poroschenko sarebbe uno dei pochi tra i ricconi ucraini ad aver aumentato il proprio patrimonio nell’ultimo anno.

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