Ucraina. La corruzione di Kiev potrebbe contagiare l'EuropaTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Ucraina. La corruzione di Kiev potrebbe contagiare l’Europa

Ucraina. La corruzione di Kiev potrebbe contagiare l’Europa

Un rapporto della Organized Crime Observatory (OCO) [http://www.o-c-o.net/] ha rivelato come l’Ue abbia creato dei problemi addizionali per se stessa supportando le nuove autorità di Kiev, la cui corruzione potrebbe avere effetti negativi anche nei paesi europei. Secondo il rapporto l’Ucraina sarebbe stato il secondo fallimento della politica estera europea dopo la Yugoslavia, e gli oligarchi avrebbero utilizzato il conflitto nel Donbass per fare i propri interessi e accrescere il proprio controllo sulle risorse strategiche del Paese.

LEGGI IL RAPPORTO QUI 

La Organized Crime Obesrvatory ha pubblicato sul proprio sito un interessante rapporto a fine aprile sul crimine organizzato e sulla corruzione in Ucraina, basandosi unicamente su statistiche e dati raccolti sul campo. Il nome del rapporto, che potete leggere al link qui sopra, è il seguente: “Ukraine and the EU: Overcoming criminal exploitation toward a modern democracy?”. Si tratta di una vera e propria ricerca condotta dal settembre del 2013 al gennaio del 2014 con la collaborazione importante dell’Osservatorio sulla Sicurezza dell’Università di Ginevra, in Svizzera, al Centro sul Terrorismo, il Crimine Transnazionale e la Corruzione di Fairfax, Usa, e l’Istituto di Governance di Basilea, in Svizzera. Secondo il rapporto in Ucraina ci sono state molte campagne contro la corruzione e il crimine organizzato, ma i risultati non sono mai stati sufficientemente elaborati alla luce di quello che è successo nel Paese nell’ultimo anno. A Kiev infatti si sono verificati tumultuosi cambiamenti politici, ma nonostante questo l’Ucraina rimane uno dei paesi più corrotti al mondo. Non solo, dopo il Maidan secondo il rapporto ci sarebbe stato anche l’apporto negativo per la legalità da parte di alcuni gruppi oligarchici che sono entrati nel processo decisionale dello Stato. Questo lascia supporre che i problemi dell’Ucraina potrebbero ben presto espandersi anche all’Ue. In particolare secondo il rapporto le politiche di integrazione messe in campo dall’Ue in alcuni casi hanno funzionato ma in altri, come in Romania e in Bulgaria, hanno avuto esiti catastrofici. Non solo, il rapporto identifica nell’Ucraina il secondo clamoroso fallimento della politica estera europea dopo quello della Yugoslavia, dove l’Ue non riuscì a impedire la guerra nel cuore dell’Europa. Secondo il rapporto dell’OCO inoltre il livello di corruzione in Ucraina sarebbe quasi più pericoloso per l’Europa che per gli ucraini, alle prese dall’aprile del 2014 con una guerra civile che ha lasciato sul campo almeno 6000 morti. Sempre l’OCO ha anche spiegato come il conflitto armato in Ucraina potrebbe permettere alle attività criminali di arrivare anche in Europa tramite l’emigrazione. In particolare si teme che l’afflusso di nuovi criminali su mercati illegali ormai saturi possa portare i gruppi criminali dell’Ue a riorganizzarsi e a spartire la torta. Ogni misura democratica proposta dall’Ue per aiutare l’Ucraina a colpire la corruzione sembra quindi essere destinata al fallimento secondo il rapporto, ancor più che gli oligarchi che di tale corruzione sono responsabili continueranno nel futuro a governare l’Ucraina, e soprattutto vengono resi più forti dagli aiuti strategici ed economici che l’Occidente continua ad assicurare a Kiev. Il rapporto spiega che gli oligarchi ucraini starebbero continuando ad accumulare denaro che non viene dalle industrie ucraine ma dagli aiuti esteri: “Prima veniva dalla Russia, ora viene dall’Ue, dagli Usa e dalle organizzazioni internazionali come l’Fmi, la Banca Mondiale, etc.“. Secondo l’OCO la corruzione che prevale in Ucraina inevitabilmente si espanderà anche nelle relazioni commerciali con l’Unione Europea, ancor più che gli oligarchi continueranno a fare i propri affari piuttosto che gli interessi nazionali. Inoltre molte delle riforme recentemente introdotte in Ucraina non hanno portato ad alcun cambiamento positivo nel Paese dato che l’unico obiettivo delle autorità è sembrato essere quello di ottenere più soldi dall’Occidente per continuare la guerra contro i separatisti. Molte delle nuove leggi, recita il rapporto, sarebbero state mutuate da quelle dei paesi occidentali oppure direttamente imposte dai donatori internazionali in cambio di aiuto finanziario. Nonostante la Rada ucraina abbia anche fatto passare un pacchetto di leggi anti-corruzione lo scorso anno, il rapporto indica come la situazione non sia affatto migliorata. Altri organi hanno promesso denaro solo di fronte a sforzi fattivi di Kiev contro la corruzione, ma a oggi le leggi sarebbero ancora arenate. Il rapporto dell’OCO poi accusa direttamente la nuova leadership ucraina di pensare unicamente all’arricchimento personale, con il conflitto nel Donbass che avrebbe favorito l’ingresso nelle strutture del potere di gruppi criminali veri e propri. “L’alleanza tra gli oligarchi e lo Stato è diventata importante ai più grandi livelli di governo, mentre a livello locale, giudici, polizia e ufficiali locali di governo si sono organizzati in una rete di corruzione e arricchimento reciproco a spese del pubblico“: è la pesante accusa dell’OCO. In sostanza gli oligarchi avrebbero utilizzato la guerra civile per acquistare potere nel Paese e soprattutto aumentare il loro controllo sulle riserve di carbone, gas, elettricità e molte altre industrie in settori strategici. Infine l’OCO ha accusato l’Ue di non aver messo in conto gli sviluppi criminali in Ucraina, con il risultato che tale corruzione oggi potrebbe anche contaminare l’Europa, soprattutto se Kiev dovesse entrare un giorno nell’Ue.

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