Ucraina, la Crimea, Putin, e l'ipocrisia dell'OccidenteTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Ucraina, la Crimea, Putin, e l’ipocrisia dell’Occidente

Ucraina, la Crimea, Putin, e l’ipocrisia dell’Occidente

La Nato ha accusato ieri e in queste ore Mosca di violare i diritti dell’Onu. Non solo, tutti i media locali e occidentali prendono le parti del “rivoluzionario” governo di Kiev, demonizzando il Cremlino e la Russia come se fossimo in una riedizione spuntata della Guerra Fredda.

Quella dell’Ucraina è probabilmente la crisi Usa-Russia più grave dalla fine dell’Unione Sovietica a oggi.  Questo è sicuramente un fatto indubitabile, anche perchè le prove della contrapposizione Est-Ovest erano cominciate già nel 2009, quando l’Occidente ci aveva provato con l’Ossezia a sfidare Mosca, verificando però che Putin non avrebbe acconsentito allo “scippo” della Georgia. Tre anni dopo l’Occidente ci ha riprovato con l’Ucraina, ed è chiaro che la risposta del Cremlino è stata accolta con nervosismo da tutti quelli che hanno investito e scommesso sulla “rivoluzione” di Kiev. Peccato che anche nel caso dell’Ucraina la Russia non ha voluto tollerare le ingerenze di Usa e Ue a ridosso dei propri confini, in un Paese peraltro geopoliticamente molto importante. Così i giornalisti italiani parlando di Vladimir Putin come del novello Hitler realizzano in realtà il progetto dell’Occidente, ovvero quello di dividere il mondo tra “buoni” e “cattivi”, laddove i buoni sono ovviamente coloro che si allineano agli interessi americani e cattivi coloro che al contrario rifiutano di farsi dettare l’agenda dalla Casa Bianca. Nel caso della Russia poi, è indubbio che nell’Occidente esiste un inconscio sentimento di russofobia, come se vi fossero dei conti in sospeso con Mosca. Da qui la particolare soddisfazione che provano alcuni giornalisti nel presentare la crisi ucraina come di responsabilità unicamente russa, ignorando o facendo finta di nulla di fronte alle palesi ingerenze americane e dell’Ue nella crisi di Kiev. Obama ha infatti versato qualcosa come cinque miliardi di dollari all’opposizione ucraina, con il senatore Mc Cain che si è recato persino in Piazza Majdan per dare la sua non scontata solidarietà agli “eroi” di Kiev, quelli che brandendo accette, passamontagna e croci celtiche hanno alla fine fatto traballare il potere del loro Paese. Solo per ricordarlo ai lettori disattenti ai moti di Kiev hanno partecipato bande di estrema destra che hanno avuto un ruolo primario e non marginare nel realizzare gli scontri con la polizia. Queste bande di neofascisti hanno preso di mira avversari politici, aggredito persone, intimidito e fatto pressioni sulle istituzioni, il tutto con l’intero mainstream dell’Occidente a favore che li presentava non come neonazisti ma come ragazzi affamati di “Europa”, una menzogna vergognosa utilizzata anche da molti intellettuali e opinionisti che dovevano essere di “sinistra” e invece si sono dimostrati chierici pronti a difendere qualsiasi cosa esca dalla sede del partito democratico americano. Veniamo poi al grottesco, alle accuse dell’Europa e del mondo a Putin di aver violato i confini dell’Ucraina e di aver violato i principi dell’Onu, principi che ovviamente gli Stati Uniti hanno rispettato, ad esempio in Iraq quando hanno invaso un Paese sovrano sulla base di accuse fatti, oppure in Libia, quando la Nato ha autorizzato lo sgancio di bombe su un intero popolo sulla base di prove risultate poi false, ricorderete tutti le foto delle fosse comuni, che poi erano semplicemente il cimitero di Tripoli. Ora alcuni mirabili figuri che si spacciano per giornalisti presentano Putin come l’autocrate e il dittatore di turno ignorando che in Occidente vi sono personaggi che hanno invaso la Libia, hanno foraggiato mercenari e sicari senza scrupoli in Siria, e sarebbero probabilmente pronti a fare qualsiasi cosa unicamente per perseguire il proprio tornaconto. Gli unici che non possono perseguire i propri interessi sono quei Paesi che si oppongono alla visione occidentecentrica di Washington e Bruxelles, quelli diventano immediatamente “stati canaglia”. Così Putin e i russi diventano gli “invasori” guerrafondai, mentre neofascisti che sparano sulla polizia e votano un nuovo Parlamento che toglie il russo come lingua ufficiale e piazza uomini di Svoboda come ministri, dovrebbe rappresentare un presidio di democrazia. Intanto il Cremlino è intervenuto in Crimea per proteggere i propri interessi per il momento senza sparare un colpo, gli Usa ci hanno abituato invece a ben altri “interventi” mirati a conservare i propri interessi, ma si sa, le morti civili nelle “operazioni di pace” non contano.

Gracchus Babeuf

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