Ucraina. La guerra civile è a un passo e i manifestanti raccolgono armiTribuno del Popolo
sabato , 18 novembre 2017
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Ucraina. La guerra civile è a un passo e i manifestanti raccolgono armi

 I media mondiali parlano della repressione in Ucraina contro manifestanti pacifici, ma tra di essi vi sono centinaia di estremisti nazionalisti e di estrema destra responsabili di violenze. E intanto si parla del rapimento, avvenuto ieri notte, di tre agenti. Il governo di Kiev inoltre li accusa di stare facendo scorte di armi mentre nella notte sono tornati anche duri scontri. 

Photo Credit (AFP Photo / Genya Savilov)

Gli sforzi per risolvere la crisi ucraina in modo pacifico sono vani“, ha detto il ministro degli interni ucraino, Vitali Zakhartchenko, che ha parlato dopo l’ennesima notte di durissimi scontri nel centro di Kiev. Anche ieri notte infatti i manifestanti hanno incendiato barricate e copertoni e hanno aggredito la polizia con pietre, fuochi d’artificio e molotov. La tensione è dunque salita alle stelle con l’opposizione che sembra essere sicura di avere le spalle coperte e di poter quindi alzare ancora l’asticella delle violenze. Zakhartchenko ha anche accusato i manifestanti di fare scorta di armi e ha precisato in una nota:  Quello che è successo nei giorni scorsi nella capitale ha dimostrato che ogni nostro tentativo di regolare il conflitto in maniera pacifica, senza ricorrere alla forza, è del tutto vano”. Effettivamente più che delle trattative l’opposizione sembra volere solo una resa totale del presidente Yanukovich, fino a prova contraria democraticamente eletto. L’Europa invece si è schierata in modo acritico a favore dell’opposizione, con una forte componente nazionalistica e di destra.

Intanto mentre la tensione rimane altissima, Yanukovich ha destituito il responsabile dell’amministrazione municipale di Kiev, Oleksandr Popov, da lui stesso nominato nel novembre del 2010. Al posto di Popov andrà Volodymyr Makeyenko, deputato del Partito delle Regioni, al potere nella Repubblica ex sovietica. Mayenko, un fedelissimo di Yanukovich, è anche capo della commissione per il Regolamento alla Rada Suprema, il Parlamento. Nel frattempo le violenze di ieri hanno aumentato la temperatura. Secondo alcuni media, vedi RT.COM, alcuni manifestanti radicali avrebbero aggredito tre poliziotti. Uno di loro sarebbe stato accoltellato mentre gli altri due sarebbero stati presi in ostaggio. Chiaramente l’opposizione ha negato ogni responsabilità, ma appare chiaro che anche i manifestanti abbiano passato il segno ormai da un pezzo. Sembra quasi che si voglia deliberatamente portare l’Ucraina sull’orlo della guerra civile. Come se non bastasse nella notte di venerdì un altro agente sarebbe stato ucciso in un quartiere di Kiev da ignoti.

Si apprestano ora a reagire però anche i sostenitori del governo di Yanukovich dal momento che in tutta la regione del Donbass sarebbero scese in piazza diverse centinaia di persone. Inoltre il leader del Partito delle Regione del Donetsk, Igor Chichasov, ha annunciato all’agenzia Itar-Tass di aspettarsi almeno 300.000 persone nel corso delle manifestazioni. Tutto questo avveniva mentre nel frattempo, a Kiev, oltre cento persone armate hanno provato a prendere d’assalto l’edificio dell’Energia del Paese. La sensazione è che l’atteggiamento dell’Occidente, miope nei confronti delle violenze dei manifestanti, occhiuto nei confronti del governo di Kiev, indichi che l’Ue e gli Usa abbiano deciso probabilmente di creare uno scenario di tensione con il quale portare l’anarchia nel Paese. Appare chiaro come qualcuno non possa tollerare che l’Ucraina torni sotto la protezione di Mosca, ed evidentemente i manifestanti di piazza Maidan sono stati supportati proprio per questo.

 

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