Ucraina. La morte ignorata del giornalista Andrei SteninTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Ucraina. La morte ignorata del giornalista Andrei Stenin

Andrei Stenin, giornalista russo che lavorava per l’agenzia Ria Novosti, è stato ucciso dopo essere scomparso il 5 agosto. Stenin è stato ucciso dall’esercito ucraino, e forse per questo la notizia viene data quasi in silenzio, come se le vite dei russi valessero un pò meno.

Parliamo da anni di doppiezza da parte del sistema mediatico incaricato di diffondere il “pensiero occidentale”, e constatiamo sicuramente non con soddisfazione di averci preso. I media accusano ogni due minuti la Russia di invadere l’Ucraina e di violare le leggi internazionali, ma non una singola parola viene spesa nei confronti di Kiev che utilizza squadracce neofasciste per punire la popolazione del Donbass e ricorre al lancio di missili balistici e di bombe al fosforo. Non solo, da mesi arrivano dall’Ucraina notizie di pestaggi e rapimenti di oppositori politici al Majdan, ma ancora una volta Obama e soci fanno spallucce, loro vedono solo le presunte violenze da parte russa.

Non una parola sentirete su Andrei Stenin, 33enne giornalista dell’agenzia russa Ria Novosti scomparso il 5 agosto mentre si trovava in Ucraina per documentare le condizioni dei civili in guerra. Stenin è stato barbaramente ammazzato dall’esercito di Kiev che ha attaccato il veicolo su cui stava viaggiando nei pressi di Donetsk. “Il nostro collega Andrei Stenin e è morto. Credevamo fosse prigioniero…Ora sappiamo che è morto un mese fa” ha detto amareggiato il direttore di Ria Novosti Dimitri Kiselev. Stenin del resto si trovava in Ucraina dal 13 maggio e aveva realizzato diversi servizi a Kiev e nei territori dei separatisti come a Lugansk, Donetsk e Mariupol. Stenin del resto non è il primo reporter a trovare la morte in Ucraina, già tre russi erano stati uccisi a giugno per non parlare di Andrea Rocchelli, ucciso a fine maggio. Con l’hashtag #FreeStenin tutti i media russi avevano provato a fare pressioni per liberarlo e Mosca aveva anche aperto un’inchiesta per indagare sulla sua scomparsa. Insomma giornalisti di serie A e di serie B, e l’Occidente conferma la sua russofobia evitando persino di dare notizie come queste.

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