Ucraina. La Nato accelera verso la guerra globaleTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Ucraina. La Nato accelera verso la guerra globale

Merkel e Hollande sono andati a Mosca per un incontro con Putin circa la situazione in Ucraina. Francia e Germania sembrano più caute mentre i falchi della Nato e gli Usa sarebbero pronti a una escalation militare dalle conseguenze devastanti. E Hollande ammonisce: “Se falliamo ci sarà la guerra”. 

Angela Merkel e Francois Hollande si sono recati ieri a Mosca per un incontro con Vladimir Putin, quello che si configura come l’ultimo tentativo di ricomporre pacificamente una crisi che rischia di espandersi pericolosamente nel cuore dell’Europa. “Non sono certa che l’incontro di ieri abbia avuto successo, ma ha certamente avuto valore il tentativo. Ora non so se i colloqui porteranno ad una soluzione pacifica della crisi in Ucraina“, ha detto la Merkel a commento dell’incontro tenutosi nella capitale russa, ammettendo se non altro che non sarebbe possibile una soluzione militare alla crisi. Lo ha ribadito anche a Monaco nel corso di una conferenza di sicurezza cui hanno preso parte anche il premier ucraino Poroshenko, il vice presidente Usa Joe Biden e il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov. C’è dunque una divisione nell’Occidente tra i “falchi” della Nato, gli Stati Uniti e Kiev che vorrebbero una guerra aperta a qualsiasi costo, incuranti delle conseguenze, e chi come Hollande e Merkel andrebbe più cauto forse capendo che le conseguenze per l’Europa sarebbero disastrose. In questo senso la Merkel ha detto di voler lavorare per la sicurezza dell’Europa ma “con la Russia, non contro“, parole molto chiare che fanno capire quanto si stia andando velocemente verso un baratro. Il problema però è che dalla parte dei “falchi” della Nato vi è una totale demonizzazione della Russia, un sentimento russofobo che rasenta la paranoia e sembra preludere a un contesto che anticipa una guerra globale. I fatti provenienti dall’Ucraina vengono completamente distorti e ogni notizia trasmessa da Kiev viene presa per buona, addossando la responsabilità di ogni singola morte al Cremlino. E intanto Hollande ha fatto capire molto bene la partita in ballo: se non si dovesse trovare un accordo a seguito dell’incontro avvenuto a Mosca, ecco non ci sarebbe alternativa alla guerra: “Se non riusciamo a trovare un accordo di pace duraturo, conosciamo perfettamente quale sia lo scenario e il suo nome: si chiama guerra”. E le dichiarazioni della Nato, per bocca di Philip Breedlove, comandante delle forze Usa e Nato in Europa, fanno paura dal momento che secondo lui l’Occidente non dovrebbe escludere l’opzione militare e dovrebbe inviare equipaggiamento militare all’esercito di Kiev per andare contro gli odiati filorussi. “Non credo che dovremmo precluderci la possibilità dell’opzione militare“, ha minacciato Breedlove, e l’apparato mediatico occidentale lavora esattamente per questo scenario in modo quasi goebbelsiano. In questo contesto appare molto chiaro che l’Occidente non si fermerà, continuerà a ingerire negli affari ucraini ancor più che l’esercito della Novorossja sta riportando consistenti vittorie contro l’esercito ucraino in disfacimento che bombarda quotidianamente infrastrutture e interi quartieri nel Donbass.

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