Ucraina. La sconfitta a tutto campo di KievTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Ucraina. La sconfitta a tutto campo di Kiev

Dopo ormai diversi mesi di guerra civile è possibile tracciare un breve bilancio della situazione sul campo in Ucraina dell’Est mentre intanto la diplomazia lavora per un cessate il fuoco.

Nell’ultima settimana la guerra civile in Ucraina dell’Est ha visto una notevole escalation che è lo specchio del cambiamento della situazione sul campo a causa della controffensiva portata avanti dalle milizie separatiste. Secondo diversi analisti quella patita dalle forze di Kiev si configura come una clamorosa sconfitta, come sottolineato su Nyr (New YorkReview of Books). Il tutto è cominciato il 3 settembre, il giorno in cui le forze filorusse hanno lanciato l’offensiva su larga scala. In poche ore l’esercito ucraino ha perso almeno 68 veicoli militari, diversi carri armati e anche camion e pick ups, oltre che a un numero non definito di uomini. Lo scrive Tim Judah sul Nyr, che racconta quello che ha potuto vedere sul campo nel villaggio di Novokaterinivka a circa 28 miglia da Donetsk. le perdite patite dall’esercito ucraino sarebbero state ingenti e le forze separatiste sarebbero dilagate nella regione. Anche i media ucraini hanno parlato di almeno 500 soldati ucraini catturati dai separatisti solo in quest’area, specchio di una situazione bellica che nelle ultime due settimane è cambiata radicalmente. Negli ultimi mesi infatti l’esercito ucraino aveva lanciato pesanti offensive su Donetsk e Lugansk bombardando villaggi e centri abitati anche con l’utilizzo di missili balistici, e avevano ricacciato indietro i separatisti del Donbass. Quotidianamente l’esercito di Kiev ha martellato con l’artiglieria Lugansk e Donetsk provocando la morte di centinaia di civili innocenti. Questi bombardamenti indiscriminati hanno convinto sempre più popolazione a guardare con sospetto al governo di Kiev, col risultato che in molti si sono uniti alla resistenza dei separatisti. Da due settimane a questa parte le cose sul campo sono cambiate, e non casualmente Kiev ha cominciato quasi ogni giorno ad accusare truppe regolari russe di aver attraversato il confine. Mosca ha sempre negato ogni responsabilità sostenendo che i russi presenti in Ucraina sono volontari che non hanno ricevuto alcun ordine ufficiale. Si è combattuto anche a Ilovaysk, dove tre milizie volontarie ucraine hanno attaccato le postazioni dei separatisti bombardando a tappeto l’abitato. Dopo diversi giorni di scontri alla fine i soldati ucraini sono stati sconfitti e lo stesso Vladimir Putin è intervenuto per chiedere ai separatisti di lasciare un corridoio per far ritirare i soldati ucraini circondati. Secondo diversi testimoni si tratterebbe di milizie di volontari che combattono per Kiev nelle quali ci sarebbero molti stranieri inclusi ungheresi e cechi. Anche sul Mar d’Azov la situazione sembra essere cambiata radicalmente negli ultimi giorni. Il 27 agosto i separatisti hanno conquistato alcune zone al confine con la Russia e in zona il famigerato Battaglione Azov, di chiara ispirazione neonazista, è stato costretto ad abbandonare le sue posizioni dall’avanzata separatista.  Sempre Judah ci racconta che Mariupol, la città verso la quale avanzano i separatisti, è una città dove molti cercano di fuggire prendendo i treni per Kiev. La situazione nell’hinterland sarebbe drammatica con le milizie ucraine che avrebbero ucciso diversi civili nei villaggi limitrofi. Da qui all’escalation con le accuse a Mosca di aver inviato uomini e carri armanti in Ucraina e con la Nato che ha stabilito nuove sanzioni contro Mosca che potrebbero infiammare nuovamente il mondo. La speranza è che la politica possa sbloccare finalmente la situazione portando a una soluzione capace di accontentare tanto Kiev, quanto i separatisti del Donbass.

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