Ucraina. La tragedia umanitaria che lascia indifferenti le "democrazie"Tribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Ucraina. La tragedia umanitaria che lascia indifferenti le “democrazie”

Ucraina. La tragedia umanitaria che lascia indifferenti le “democrazie”

Il numero di persone uccise nella guerra civile ucraina ha raggiunto quota 2600 ma nessuno nell’opinione pubblica internazionale sembra avere il minimo interesse nella situazione umanitaria della popolazione dell’Ucraina dell’Est.

Photo Credit  (RIA Novosti / Valeriy Melnikov)

Vuoi perchè li chiamano “russofoni”, vuoi perchè quella in Ucraina dell’Est è una guerra silenziosa che l’Occidente combatte lontano dai riflettori, in pochi sembrano curarsi delle condizioni umanitarie in cui versa la popolazione civile. In Ucraina dell’Est si muore e a uccidere la popolazione civile non sono i separatisti filorussi che, al contrario, si oppongono all’avanzata dell’esercito di Kiev che, contro il suo stesso popolo, non ha esitato a lanciare missili balistici e bombe al fosforo. A oggi sono almeno 2600 le persone rimaste uccise dall’inizio delle operazioni militari di Kiev contro le forze separatiste cominciate alla metà di aprile, e le cifre sono state confermate danche dall’Ufficio dell’Ala Commissione per i Diritti Civili della Nazioni Unite. Secondo i dati a disposizione il numero di morti nell’Est sarebbe in continuo aumento e Navi Pillay, alto commissario dei Diritti Umani, ha ammesso che tutte le unità militari che combattono in Ucraina dell’Est colpiscono deliberatamente obiettivi civili. Stranamente però nessuno, nè Hollande, nè Obama,, nè la Merkel, nè Renzi, chiedono però spiegazioni a Poroschenko per i massacri di civili che avvengono quotidianamente con Donetsk, la “capitale” della Repubblica Popolare del Donbass, che viene bombardata tutti i giorni a tappeto. Circa la metà degli abitanti di Lugansk e Donetsk avrebbero già abbandonato le loro case, tuttavia l’evacuazione continua a non essere facile dal momento che l’artiglieria di Kiev continua a martellare quartieri civili. Sono molti i civili che hanno paura di morire mentre cercano di fuggire, e molti rifugiati sono stati colpiti e uccisi proprio mentre tentavano di mettersi in salvo. A Donetsk e in tutta l’Ucraina dell’Est sono stati colpiti ospedali, asili, scuole e altre infrastrutture, ma nessuno ha mai minacciato Kiev di ripercussioni per questi atti di guerra. Dare tutta la colpa dell’escalation a Putin ottiene infatti quasi l’effetto indiretto di autorizzare l’esercito di Kiev a osare sempre di più, col risultato di nuovi civili innocenti morti ogni giorno.

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