Ucraina. La tregua regge nella regione di LuganskTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Ucraina. La tregua regge nella regione di Lugansk

Sembra tenere la tregua tra forze armate di Kiev e separatisti nei pressi della regione della autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk. E nei prossimi giorni alcuni esperti militari della Nato effettueranno perlustrazioni nella regione russa di Rostov per verificare la presenza di eventuale presenza militare in loco. 

© AP Photo/ Pavel Golovkin / File

Mentre nella sacca di Debaltsevo si segnalano sporadiche violazioni del cessate il fuoco la tregua raggiunta a Minsk sembra reggere nella regione di Lugansk, nei territori di quella che si definisce l’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk. Qui, nelle scorse ore, le forze armate ucraine hanno ammesso che non si è sentito nemmeno uno sparo, a segnalare che evidentemente c’è interesse nel far sì che il cessate il fuoco continui. Tra il 17 e il 20 febbraio inoltre, come ammesso dal ministro della Difesa russo, alcuni elementi della Nato di nazionalità olandese ispezioneranno il territorio russo nella regione di Rostov per verificare la presenza di una eventuale attività militare in loco, sempre negata da parte di Mosca e mai surrogata da prove. La tranquillità di Lugansk in ogni caso potrebbe essere la base su cui costruire e la dimostrazione che far tacere le armi è possibile. Attualmente l’accordo per il cessate il fuoco raggiunto tra le parti prevede il ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte e lo scambio di tutti i prigionieri ma in molti pensano che si tratti solo di propaganda dal momento che a Kiev il partito della guerra a oltranza, forti magari dell’appoggio americano, è molto forte e preponderante. Nella giornata di lunedì le milizie separatiste hanno accusato l’esercito di Kiev di aver violato la tregua almeno 27 volte da quando è entrata in vigore nella notte di sabato. Al contrario, le truppe di Kiev hanno accusato i separatisti di aver bombardato le loro posizioni una decina di volta nella giornata di domenica. Nonostante le violazioni però entrambe le parti hanno ammesso che la tregua è stata quasi dovunque rispettata. La sensazione però è che non durerà, ancor più che negli Stati Uniti sono sempre di più coloro che vorrebbero rifornire l’Ucraina con armi letali, atto questo che non potrebbe passare inosservato dal Cremlino, portando potenzialmente a una nuova escalation.

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