Ucraina. Le milizie di Donetsk lanciano ultimatum a KievTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Ucraina. Le milizie di Donetsk lanciano ultimatum a Kiev

Ucraina. Le milizie di Donetsk lanciano ultimatum a Kiev

Dopo i recenti massacri di Odessa e Mariupol in Ucraina dell’Est, Kiev non ha ancora richiamato l’esercito nemmeno dopo gli esiti del referendum a Donetsk. Le milizie di autodifesa della città hanno deciso di lanciare un ultimatum a Kiev, invitandoli a ritirare le truppe  dai posti di blocco entro 24 ore, altrimenti verranno ripresi con la forza.  

Photo Credit (RIA Novosti / Mikhail Voskresenskiy)

A pochi giorni dai massacri di Odessa, vedi l’incendio nella casa dei Sindacati, e di Mariupol, dove il giorno del referendum le truppe della Giunta hanno sparato sulla folla, le milizie di autodifesa di Donetsk hanno lanciato un ultimatum ai militari di Kiev, avvisando che se le truppe non verranno ritirate dai posti di blocco nella regione di Donetsk entro 24 ore, verranno ripresi con la forza. La notizia è stata lanciata anche dall’agenzia Ria Novosti, che ha confermato come l’ultimatum sia stato lanciato dalle milizie, forti della legittimazione popolare derivante dall’esito del referendum, che ha premiato la volontà delle regioni di Donetsk e Lugansk di virare verso l’indipendenza e l’autonomia dalla Giunta di Kiev. Circa il 90% dei votanti ha infatti votato per l’indipendenza a Dontesk, e il 96,2% degli abitanti di Lugansk ha fatto altrettanto, mostrando in modo netto al mondo come il risentimento nei confronti di Kiev sia reale e popolare. Dopo il referendum la Repubblica Popolare di Donetsk si è proclamata uno stato sovrano e ha chiesto a Mosca di valutare la sua annessione alla Russia. Intanto le bande di estrema destra legate alla giunta di Kiev continuano a seminare violenza e terrore per tutto il Paese e l’Occidente continua a far finta di niente, come se fingesse di non vedere l’altra faccia del governo che hanno scelto di supportare in Ucraina.

Intanto Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha espresso le sue perplessità sulla situazione sostenendo che l’Ucraina sarebbe ormai sull’orlo della guerra civile. In un’intervista a Bloomberg Tv ha poi dichiarato che “i tentativi di trascinare l’Ucraina nella Nato avranno conseguenze molto negative per tutto il sistema della sicurezza europea“. La tensione aumenta quindi in vista delle elezioni del 25 maggio, ancor più che le regioni di Donetsk e Lugansk hanno ufficialmente avviato colloqui per arrivare alla loro unione. A renderlo noto il servizio stampa della Repubblica Popolare di Donetsk. Le due regioni potrebbero formare lo Stato di Novorossia, ovvero il nome con cui l’Impero Russo chiamava il sud-est ucraino.

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