Ucraina. Le minacce di Kerry non spaventano il CremlinoTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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Ucraina. Le minacce di Kerry non spaventano il Cremlino

Mentre in Ucraina si combatte con l’esercito di Kiev inviato contro i manifestanti dell’Est, il solito Kohn Kerry ha minacciato ancora una volta la Russia di ritorsioni. Il Cremlino però ha rimandato le accuse al mittente e non sembra avere più paura della Casa Bianca.

Chissà se John Kerry sa di aver perso molta credibilità nell’ultimo anno. Probabilmente nemmeno se lo immagina visto che continua ad arringare discorsi contro i nemici degli Stati uniti con la solita retorica aggressiva. Forse vi ricorderete quando Kerry andava in televisione lo scorso agosto, all’acme della crisi siriana, annunciando al mondo che la Cia aveva le prove inconfutabili  della responsabilità di Damasco nell’attacco chimico di Ghouta. Inutile dire che Kerry aveva sostenuto una valanga di frottole dal momento che la paternità di quell’attacco era dei ribelli; fosse per lui però la Nato avrebbe già sepolto Damasco sotto una pioggia di bombe. Ora con l’Ucraina lo scenario è esattamente lo stesso, con Kerry e soci in prima fila nell’appoggiare le violenze di piazza Majdan a inizio 2014, e che invece tacciono in modo grottesco di fronte all’esercito della Giunta di Kiev che attacca i manifestanti dell’Est. Non solo, gli Stati Uniti addossano ogni responsabilità della crisi alla Russia, ignorando che a Kiev hanno preso il potere bande di nazionalisti e neofascisti che hanno commesso pestaggi, intimidazioni e veri e propri omicidi. In tutto questo Mosca non può quindi fare le stesse cose di Washington, pena la riprovazione del solito mondo democratico, quello che per intenderci ha sepolto la Libia sotto una pioggia di bombe.

Non solo, la Casa Bianca continua comunque ad alzare i toni, volendo dunque cavalcare l’onda fino all’ultimo. Secondo Kerry la Russia non starebbe scoraggiando le milizie armate nell’Ucraina orientale, e andrebbe quindi incontro a pesanti conseguenze: “Il tempo per cambiare rotta si sta esaurendo. Il Presidente Putin e la Russia sono di fronte a una scelta.  Se la Russia farà un passo indietro, la comunità internazionale, tutti noi, saremo soddisfatti. Se non lo farà, il mondo farà in modo che i costi per la Russia potranno solo crescere”. Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha però dimostrato di saper rispondere a tono accusando gli Usa di interferenze vere e proprie in Ucraina e definendo come criminale l’intervento dell’esercito ucraino nell’Est: I nostri alleati americani  possono e devono usare tutta la loro influenza per costringere le attuali autorità di Kiev non solo a riconoscere, ma ad assumersi la responsabilità di ciò che sta accadendo”. Per il Cremlino, Stati Uniti e Europa hanno tentato di organizzare in Ucraina un’altra ‘rivoluzione colorata’ al solo scopo di danneggiare la Russia, e sembra davvero difficile dimostrare il contrario visti i due pesi e due misure con cui l’Occidente è entrato a gamba tesa in Ucraina. 

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